L’Udinese la fiducia se la deve meritare con i risultati

L’Udinese la fiducia se la deve meritare con i risultati

Calma e gesso, l’Udinese la fiducia se la deve meritare con i risultati, soprattutto i quando i riflettori stanno altrove.

E’ bastata una sconfitta con una buona prestazione, ma pur sempre una sconfitta, per rallegrare l’ambiente Udinese. Parentesi: qualcuno sostiene che da queste parti i tifosi sono abituati troppo bene. Una difesa a spada tratta per il club che merita una ben precisa risposta. E’ dovere del club (essendo una associazione sportiva prima che di interessi) cercare di migliorarsi anno dopo anno. Non è detto che ciò accada, ma affermare che, solo perché l’Udinese per oltre un decennio ha stupito, allora i tifosi sono ‘viziati’ è una forzatura bella e buona perché fa parte dello sport cercare il meglio.
I tifosi, tra l’altro, essendo notoriamente l’ultima ruota del carro hanno il diritto di pretendere sempre almeno la ricerca del miglioramento continuo. Chiusa parentesi.

Da Torino i bianconeri originali tornano dunque con un ko, con una classifica che si fa pericolosa e con qualche speranza in più. In effetti la prestazione è stata confortante, alla fine un pari non sarebbe stato scorretto. Ma è anche vero che allo Stadium è facile trovare motivazioni e, quindi, prestazione. Di novità vere a livello tattico ce ne sono state poche. La squadra ha giocato di contropiede, cosa vista anche nel recente passato.
I problemi veri arrivano adesso: Pescara e Palermo sono due sfida che dovranno davvero confermare che c’è un tentativo di svolta, ma troppe colte si è concessa fiducia ad a oltranza a questo squadra, per cui parli il campo.
Delneri ha ereditato gli stessi problemi che avevano i suoi predecessori: a sinistra manca un terzino, ma anche a destra Widmer andrà tutto valutato. In mezzo il rientro di Badu e Hallfredsson dovrebbe portare una concorrenza sana come si dice in questi casi, ma si sa anche che Jankto e Fofana sono giovani per cui servirà davvero coraggio a estromettere del tutto gli altri. Cosa che vale anche in avanti con un De Paul che continua a essere tanto fumo e poco arrosto, mentre Perica scalpita e mostra ottime cose in campo.

Sarà questo il compito più duro per Delneri: riuscire a trovare equilibri in campo sì, ma soprattutto fuori. Il Pescara sarà un banco di prova senza appelli, non riuscire a vincere aprirebbe davvero una crisi d’autunno con risvolti imprevedibili, perché un allenatore può fare quel che può se i problemi stanno soprattutto altrove.

Per questo calma e gesso, l’Udinese la fiducia se la deve meritare con i risultati, soprattutto i quando i riflettori stanno altrove.

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