Non c’è più rispetto…

Non c’è più rispetto…

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…neanche tra di noi. Così cantava Sugar Fornaciari in arte Zucchero. E la partita contro il Chievo lo dimostra ampiamente. La giornata dei 200 gol in serie A del cannoniere più importante della storia dell’Udinese si chiude con un pareggio contro un modesto Chievo. 

L’analisi è facile: abbiamo giocato bene il primo tempo e male il secondo. Ancora una volta abbiamo sbagliato un appuntamento importante, quello della partita post pausa nazionali. E a nulla è valso comprare giocatori pronti, con un età media più alta del solito. C’è qualcosa di congenito nel DNA di questa squadra che non la fa rendere come dovrebbe. Le statistiche di fine partita dicono che abbiamo la supremazia territoriale, ma non riusciamo a concretizzarla in tiri in porta. Forse è proprio per questo che Stramaccioni ha messo Guilherme dietro le punte: occorre un giocatore che sappia fare il passaggio finale. Solo uno con i piedi educati può riuscire. Guarda caso l’azione del gol nasce da un cambio gioco repentino proprio del brasiliano. Poi mettiamoci anche l’arbitro che non vede un chiaro e lampante rigore sempre sul brasiliano e la frittata è fatta. Andiamo all’intervallo con un gol di vantaggio, tutto merito del solito Di Natale.

Nel secondo tempo buona parte dei nostri giocatori lasciano negli spogliatoi voglia e determinazione. In più Stramaccioni gioca a nascondino con l’assetto tattico dell’Udinese, variandolo a ogni cambio. Non dico che il gol preso sia arrivato per questo, ma gli esperimenti in corso d’opera di certo non aiutano a trovare punti fermi. L’allenatore romano ha detto che il progetto è biennale, il che significa che tutto quanto seminato ora in termini di difficoltà, lo dovremo raccogliere dal ritorno e specialmente l’anno prossimo. Rimango dell’idea che gli esperimenti è meglio farli nella amichevoli, come aveva fatto benissimo quest’estate. A varie partite ininfluenti perse, era corrisposto un inizio campionato con molti punti in saccoccia. Così faceva Zaccheroni, così faceva Spalletti. Quando una squadra perde punti fermi nascono i problemi, lo sapeva bene Guidolin che per cambiare assetto aspettava che i suoi fossero davvero pronti. A proposito, una piccola parentesi per i commentatori Sky. Il Pereyra favoloso di Lazio Juventus, il Pereyra trequartista, lo ha creato un certo signor Guidolin… diamo a Cesare quel che è di Cesare.

Sta di fatto che nella giornata del duecentesimo gol in serie A del capitano, che ha battuto tutti i record possibili immaginabili all’Udinse e che si trova vicino a Roberto Baggio (mica Balotelli…), nella storia del calcio italiano, la squadra tradisce il proprio campione. Non è possibile! E conta poco se Stramaccioni sbaglia qualcosa o se c’erano di mezzo le nazionali. Quando il giocatore grazie al quale puoi fare carriera entra nella storia, tu devi sputare sangue per portare a casa la vittoria, sputare sangue autenticamente. Perché, non me ne voglia nessuno dei giovanotti promettenti dell’Udinese, ma giocare di fianco a Di Natale rende tutto più facile. Altroché oscurati dalla sua stella, altroché la squadra gioca solo per lui. Stare vicino a Di Natale, al principale bomber del campionato italiano, ad un assistman come poche squadre hanno sia nel campionato nostrano che in giro per l’Europa, fa aumentare la bravura di chi gli sta vicino, anche per semplice luce riflessa. Chiedere a Sanchez, uno che di strada ne ha fatta e non poca.

Fischieranno le orecchie al promettente Muriel, ma se ne faccia una ragione e si dia una svegliata. E Guilherme che ha giocato un tempo solo sappia che qua è il benvenuto, ma da lui ci si aspetta quel furore agonistico che già è stato di tanti altri prima di lui. Idem per Monsier Thereau, per Piris, per Allan o per l’abbattuto Fernandes che pare aver perso il carattere dell’anno scorso.

Quando parleremo del gol nr. 200 di Di Natale dovremo dire che ci aiutò a portare a casa un pareggio contro un piccolo Chievo, invece di dire che ci fece vincere l’ennesima partita. Poi chiaro, da oggi si pensa alla doppia trasferta di Milano (molto più accessibile di anni fa), ma quello che si è visto nel secondo tempo contro il Chievo è qualcosa di inaccettabile da parte della squadra, e che nessuno si nasconda dietro l’allenatore o le nazionali. Qua si viene ad imparare, a crescere, qua è un trampolino di lancio, ma qua è anche l’Udinese, è una maglia, una regione, una storia, un campione. E tutto questo va onorato!

“Non c’è più rispetto

neanche tra di noi

E allora

tira tira tira

che si spezza dai”

 

Giacomo Treppo
©Mondoudinese

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