Non male l’Udinese carinziana

Non male l’Udinese carinziana

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Devo esser onesto: non si è verificata la prevista messe di reti. Anzi: la prestazione dell’Udinese è stata (debbo dire) incoraggiante. Francamente non mi sarei atteso nulla di meglio, da una squadra che si sta preparando da dieci giorni e (cosa ancor più importante) attende molte fra le prime linee a rimpinguare i titolari oggi in campo. Si sono visti 35′ di buona intensità, praticamente alla pari con uno Schalke apparso squadra più forte, più quadrata e soprattutto allenata da almeno quindici giorni di ritiro in più. Certo, anche da parte téutone non si è vista un’intensità “da campionato”, ma i nostri prodi pedatòri hanno tenuto discretamente gli attacchi portati da Aogo, Choupo-Moting e Huntelaar. Particolarmente in palla il buon Edenilson: questo vecchio cuore bianconero, impegnato sia sulla fascia destra che su quella mancina, ha sfoderato una condizione decisamente incoraggiante ed alcuni colpi dal repertorio porto-alegrense di recente memoria corinthiàna. IMG_0171Di fronte, la solita solida formazione renana, compatta dietro il totem Huntelaar, uno che al Milan si sono lasciati scappare senza colpo ferire ed anche stasera, su servizio invitante del centrocampista bosniaco di Karlsruhe, Senad Kolasinac. Nella ripresa, turbillon di cambi fra i bianconeri, oggi in un giallonero che di certo avrà suscitato cattivi pensieri – derby nei biancazzurri di Gelsenkirchen. I quali, tesi a cercare l’intesa, rimangono tutti in campo fino al 70′ quando Breitenreiter li cambia praticamente tutti.Da parte bianconera, invece, entra Antonio DI Natale, di professione bandiera, che all’81’ trova una punizione (da lui stesso guadagnata) che livella le cose. Troppo difforme il livello dello Schalke-II da quello titolare; buona invece la voglia dei friulani, che insistono alla ricerca della giocata, rischiando talora il contropiede avversario (bravo il subentrante arquero Romo in un paio di circostanze). Lodebbo dire (e due): promossa la Colantuono-I. Il conducatore friulano ha impartito comtinue lezioni ai propri giocatori, insistendo in particolare sugli appoggi brevi, vero tallone d’Achille sin dall’epoca di Guidolin e conclamato limite l’anno passato, con la gestione Stramaccioni. Il mister romano, poi, ha iniziato con i tre difensori per modificarsi ben presto  e dopo la rete subìta a quattro, modulo a lui confortevole e (parrebbe) meno indigesto ai bianchineri di difesa. Raccogliamo armi, bagagli e speranze per un’annata che deve, e lo sottolineo, regalare ai supporter ed ai cantori che stasera hanno seguito la squadra fin nell’accogliente Carinzia soddisfazioni più concrete. Tutto qui, amici miei biacca e carbone. chiudo il computer, è l’ora di una birra. Piccola, sennò prendo il vizio. Franco Canciani@MondoUdinese

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