Adesso non bastano le scuse, servono i fatti

Adesso non bastano le scuse, servono i fatti

All’orizzonte c’è la sorprendente Atalanta del Papu Gomez e non sarà facile, per l’Udinese, averne ragione, neppure se dovrà fare a meno di alcuni giocatori

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Una sconfitta, quella di Bologna, che ha lasciato sorpresi e delusi un po’ tutti: giocatori, allenatore, società, ma soprattutto i tifosi. Inaspettata per l’assenza di gioco, l’assenza di occasioni, l’assenza di grinta e per il rotondo risultato. Quattro sberle che non ammettono scuse.

Come per le ultime due annate precedenti la costante è stata la incostanza, tanto brutto scriverlo quanto doverlo purtroppo affermare. I continui alti e bassi, le deficienze tecniche e tattiche, il rilassamento nella parte finale di stagione e l’aggravante di non creare basi per le stagioni successive. Infatti si sono susseguiti campionati travagliati dall’inizio alla fine. Questo sta accadendo anche quest’anno e in fin dei conti non c’è troppo da meravigliarsi: trequarti della rosa è sempre la stessa, come la convinzione che sarà sempre l’anno a venire quello della consacrazione e della stabilità in classifica a ridosso delle prime.

Utopia. Questa squadra ha bisogno di giocatori di qualità, che non mollano mai, affamati, che mordono palla e avversari. E con una elevata dote di attenzione e concentrazione. All’orizzonte – domenica alle 12.30 allo stadio Friuli – c’è la sorprendente Atalanta del Papu Gomez e non sarà facile averne ragione, neppure se dovrà fare a meno di alcuni giocatori. Già con il Cagliari l’Udinese aveva palesato difficoltà a creare occasioni da rete e il disastro di Bologna è sembrato la conseguenza logica. Da qui alla fine, il compito di Gigi Delneri e dei suoi ragazzi sarà terminare il campionato nel migliore dei modi, non a parole, ma con i fatti, e dove non ci arriva la qualità, ci deve arrivare la volontà, come già successo in altre occasioni.

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