Più bastone che carota: uno sguardo alla crisi bianconera

Più bastone che carota: uno sguardo alla crisi bianconera

La stessa cosa ogni volta: a un pizzico di speranza seguon prestazioni snervanti, un saliscendi emotivo che sta facendo sbarellare un po’ tutti.

di Redazione

In questo stadio anche lo steward è nervoso. Potremmo metterlo sugli zerbini all’entrata di ogni settore. Un caloroso benvenuto a quanti intendano assistere a una partita dell’Udinese. Non fraintendetemi, con l’attuale situazione dei bianconeri ben poco c’entrano i giovani casaccati che di domenica in domenica prestano il loro prezioso servizio nei vari anfratti del nuovo Friuli. A tirare però in ballo i dipendenti occasionali addetti alla sorveglianza ci pensa un clima di malumore che serpeggia ormai fra i tifosi in occasione di ogni gara casalinga dei bianconeri. Una tensione palpabile, frutto delle sciagurate prestazioni esibite dalle zebrette, in grado di far sbroccare anche il più timido degli aficionados. È in questo diffuso e sempre più evidente malcontento che si è così venuta a creare una sorta di “nevrosi del tifo”, un sentimento oscillante fra il sollievo, l’esaltazione e la pura, manifesta, quasi rabbiosa contestazione. Vinci e giù inchiostro a lodare le scelte dell’allenatore, a evidenziare le doti tecniche di un giocatore oppure di un altro. Subisci delle sconfitte? Proclami sull’inesattezza della campagna acquisti condotta in estate, sulle incapacità tecniche di un giocatore oppure di un altro.

Latita, in molti di noi, un pizzico di coerenza. Ma come può essere altrimenti? È stata la stessa Udinese a fomentare questo spirito di Odi et amo utilizzando troppo il bastone e fornendo, solo ogni tanto, un piccolo e misero pezzetto di carota. Due o tre sconfitte e finalmente una vittoria? Vergate intervallate da carote troppo esigue per saziare l’appetito per più di una settimana. Genoa, Sampdoria, Sassuolo e infine Atalanta: il sapore di questi successi, in fondo, non si è protratto poi a lungo. A tre punti allora sono spesso seguite violente mazzate morali con cui la tifoseria non vuol più avere a che fare. Prendono così vita cori esasperati, fischi, insulti alla dirigenza. Siamo arrivati a questo. Anzi, siamo arrivati all’esonero di Gigi (capro espiatorio?) Delneri. Chi spara a zero sull’ormai ex coach di Aquileia, chi rimanda invece le accuse cadute sul tecnico ai vertici della società oppure ai giocatori. Dove sta la ragione? In parte, forse, in ognuno di queste pensieri. Il risultato? Uno stato di crisi profonda con delle radici sempre più difficili da estirpare. In questo clima farà il suo esordio il nuovo mister Massimo Oddo… benvenuto!

Indipendentemente da quel che accadrà contro il Napoli domenica prossima, in ogni caso, forniamo al nuovo allenatore un ambiente in cui poter lavorare, una piazza che, per quanto poco serena, non ha mai cessato di sostenere i colori, la fede, la squadra bianconera.

Simone Narduzzi

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