Quel trampolino chiamato Primavera

Quel trampolino chiamato Primavera

Primavera, spartiacque tra una carriera da “eroi” e la fine di un sogno. Proprio in quell’età “critica”, compresa tra i 17 e i 18 anni, il più delle volte si decide il destino di un calciatore. La prima squadra è a un passo, i più fortunati riescono ad allenarcisi insieme e magari a strappare qualche convocazione se non addirittura a esordire (vedi il caso di Simone Pontisso la scorsa stagione), ma la maggior parte, nonostante magari un buona tecnica di base, finisce in qualche categoria inferiore senza più riemergere. Udinese-PrimaveraLa parola-chiave, che fa la differenza tra un futuro brillante e uno anonimo, è la determinazione. Spesso i ragazzi, per la giovane età e magari acciecati dal primo contratto, perdono di vista il vero obiettivo: fare il salto tra i “grandi”, convinti ormai di aver già completato la parte più importante del loro cammino. Un’illusione che annienta i sogni di gloria. Perchè la Primavera resta un trampolino, non un punto di arrivo. Ed è questo che Luca Mattiussi, tecnico di grande esperienza nel settore giovanile dell’Udinese, dovrà trasmettere al gruppone di ’97 e ’98 che lo scorso 27 luglio ha cominciato la preparazione estiva a Claut (in provincia di Pordenone) e il 12 settembre esordirà in campionato. Un campionato che, per il momento, non presenta molte novità rispetto il recente passato, ma dal prossimo anno dovrebbe subire sostanziali modifiche sia per quanto concerne il regolamento, sia per la composizione dei gironi. Aumentare la competitività e ridurre il gap con la serie A sono i principali obiettivi che si è imposta la Lega per favorire la promozione dei giovani. Intanto, comunque, sarà importante per i ragazzi bianconeri conquistare le attenzioni di Stefano Colantuono per giocarsi qualche chance tra i “big”. Quattro sono i nomi che sono già nel “taccuino” dei dirigenti bianconeri: oltre a Pontisso, spiccano Marco Matic, Panagiotis Armenakas e Ivan Prtajin. Per questi quattro talentini – un italiano, due croati e un greco-australiano-americano – questa potrebbe essere la “stagione della vita”. L’importante sarà scendere in campo con la determinazione e la tenacia di chi sa che il percorso che sta affrontando è solo parte di un cammino ben più importante. Tante sono le variabili che possono influire sul rendimento di un giocatore, ma almeno in un ambiente come Udine è più semplice crescere in modo “lineare” rispetto ad altre realtà. Fondamentale sarà compiere un passo alla volta, cercando di mantenere in vita il grande sogno il più a lungo possibile. Come on guys!

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