Scudetto 1896: Perché l’Udinese può crederci

Scudetto 1896: Perché l’Udinese può crederci

Non è una strada facile, ma grazie alla massa di tifosi che stanno aderendo alla petizione on line da inviare alla FIGC e a un piccolo precedente simile, l’Udinese può davvero crederci. Lo scudetto 1896, non è perduto nella memoria, non è un titolo amatoriale.

E se nel 2016, col nuovo stadio, il club friulano entrerà definitivamente nel futuro, perché non festeggiare magari ricevendo una gratificazione dalla Federazione?

Come detto c’è un piccolo precedente che fa ben sperare: Il campionato di Divisione Nazionale 1943-1944, meglio noto come Campionato Alta Italia 1943-1944, fu un torneo disputatosi nella Repubblica Sociale Italiana i  piena II Guerra Mondiale. La manifestazione, la quale, in principio, avrebbe dovuto assegnare il titolo di Campione d’Italia, fu successivamente disconosciuta con un comunicato federale dell’8 agosto 1944. Il 22 gennaio 2002, tuttavia, essa è stata riufficializzata dalla FIGC, sebbene venga attualmente considerata come un titolo onorifico e non come un vero e proprio scudetto.
anche quello, come quello del 186, non fu un campionato nazionale, ma uno regionale e addirittura nello Spezia giocarono i Vigili del Fuoco, visto che i giocatori erano impegnati sotto le armi.

Se questa dovuta onorificenza è stata riconosciuta, non si vede perché la Federazione non possa accollarsi la responsabilità di consegnare un  titolo anche all’Udinese. La storia del calcio in Italia è nata col Genoa e l’Udinese, i due club più antichi. Se l’organizzazione Federal è vero che è nata dopo, quello che c’è stato prima è stato sempre e comunque calcio giocato.

Ristabilire la storia, anche con un riconoscimento sarebbe un gesto che compensa una lacuna storica, nulla di più. In fondo i Vigili del Fuoco de La Spezia hanno ottenuto quello che gli spettava.

Qualcuno, oggi, ci sottolineava che se è stato attribuito quello del 2006 (in piena ‘calciopoli’) alla seconda classificata, non si vede perché non riconoscere a chi ha giocato (e vinto) i giusti onori della cronaca.

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