Stin calmuts!

Stin calmuts!

Delneri ruba la scena ai giocatori. Questa è la sua Udinese, ma serve tenere i piedi saldi epr terra. Intanto Fofana e Tjhereau inneggiano al tecnico

Quanto conta un allenatore per una squadra? La domanda è quella di sempre, la risposta può cambiare. Nel caso dell’Udinese di Gigi Delneri, conta tanto. Eccome. La ripresa bianconera che solo un mese fa sembrava impossibile, con una squadra (quella targata Iachini) che sembrava ricalcare quella dell’anno precedente, oggi è diventata una speranza per il futuro. E l’allenatore di Aquileia ha molti meriti.

Fin dall’inizio ha puntato su Fofana, anzi lo aveva fatto anche quando non sedere in panchina con una intervista dove ne decantava le doti. A Palermo il francesismo ha dimostrato che le paure di Iachini erano infondate, allontanando forse definitivamente anche l’ombra di Verre che da tempo aleggiava sul Friuli. “Sono contento per i due gol. E’ stata una serata difficile anche per le condizioni meteo, ma siamo contenti perchè si è visto anche il gruppo. La vittoria è frutto dello spirito di squadra. A chi mi ispiro? Sono Fofana. Guardo i grandi, se devo dire un nome come Yaya Tourè, ma tengo i piedi per terra, guardo a me stesso“.
Semplice, come piace a un uomo semplice come Delneri, un friulano che sa che si deve ‘sgarfare’ per arrivare al risultato.

Delneri ha anche ridato anima a giocatori che sembravano averla dimenticata. Thereau, certo, ma non dimentichiamo la scelta di rilanciare il ‘dimenticato’ Matos in una gara chiave come quella di Palermo, dove si è rivisto (con profitto) anche Felipe a sinistra, laddove prima c’era una voragine.

Proprio Thereau non usa mezzi termini per definire l’aria di cambiamento: “Era incredibile il risultato del primo tempo, già allora meritavamo di più. Siamo sulla buona strada, adesso possiamo divertirci, ma Delneri ha ragione di tenere i piedi per terra: lui ha tanta qualità ha trovato il ruolo giusto per lui e ha tanti margini di miglioramento. Tatticamente dimostra intelligenza in campo e fa in partita quello che studiamo in allenamento“.

E quando i giocatori seguono il loro tecnico, cosa che a Udine da tempo (tanto) non accadeva, allora anche alcuni limiti possono venire colmati. Insomma la risposta su quanto conta un allenatore oggi in Friuli ha una risposta sul 50 per cento almeno. Nel bene e nel male la percentuale varia dal 20 in su, raramente un tecnico può prendersi tutti i meriti, ma a volte – come oggi – capita che possa rubare la scena ai giocatori. Ed è giusto così.

Ora però ‘stia calmuts’ come diceva un altro grande della panchina, Guidolin. Davanti c’è il Torino, forse il banco di prova definitivo per capire se quarta Udinese è davvero guarita.

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