Tra Orizzonti futuri e dubbi presenti: dove sta andando l’Udinese?

Tra Orizzonti futuri e dubbi presenti: dove sta andando l’Udinese?

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Già dove sta andando l’Udinese? A poche giornate dalla fine del girone d’andata, e un bilancio abbastanza lusinghiero con 22 punti in classifica, si può guardare più al bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?

Questioniamo su  un dato inequivocabile: la resa dell’Udinese è stata massima o minima? ci sono margini di miglioramento? Attraverso questi ragionamenti si possono soppesare i 22 punti, che ripetiamo non sono pochi, nel contesto della classifica del campionato italiano,

Insomma se si pensa che tale posizione in classifica è stata conseguita con i seguenti presupposti:

Assenza di un gioco scintillante e convincente;
Assenza di una continuità di impiego di alcuni elementi cardine causa infortuni (Muriel, Kone,Silva)
Gli esperimenti a cui Stramaccioni sottopone la sua creatura, in relazione al fatto che il tecnico ancora non ha finito di plasmare la squadra in un contesto tattico ottimale;
La mancata esplosione di un elemento che avrebbe dovuto trascinare la squadra e farle fare il salto di qualità: Muriel

Ecco se si considerano tutti questi aspetti, non si può che affermare che la squadra non potrà che migliorare la resa, quando naturalmente comincerà a giocare meglio, quando alcuni elementi che poco hanno reso o mai impiegati cominceranno a offrire il loro contributo, e quando Stramaccioni avrà finalmente risolto il suo cubo di Rubik, palesando idee più chiare.

Quindi possibilità di migliorare il rendimento (già discreto) ci sono. Il punto è che non possiamo sapere se Stramaccioni riuscirà veramente a trovare la quadratura del cerchio (a volte capita), se gli infortuni continueranno a ridurre l’ampiezza del ventaglio di soluzioni  nelle mani del tecnico, e se la squadra potrà avere una continuità di impiego con un assetto tattico definito.

I dubbi del presente sono legati a Luis Muriel. Il colombiano sembrerebbe in procinto di cambiare aria. Assodato che Gejo dopo l’ottima prova di Genova dovrebbe essere riconfermato, quello che serve all’Udinese è una seconda punta, agile veloce e tecnica, considerando poi che anche Zapata ed Evangelista saranno assenti per circa un mese per via del mondiale sub 20. Alla luce di ciò,  va da se che se Muriel dovesse essere ceduto, ad una diretta concorrente poi, la società dovrebbe reperire sul mercato una valida alternativa. E’ qui il problema. Un’alternativa al colombiano, credibile, con un bagaglio tecnico comparabile, è difficile da reperire. Vero anche che la società parrebbe aver esaurito il bonus di pazienza nel confronto del colombiano, non tanto per quanto concerne i comportamenti, anzi quest’anno spesso si è dimostrato esemplare in tal senso, ma per quanto riguarda gli innumerevoli infortuni ai quali il suo ” gracile fisico” è vessato. Vero anche che il colombiano ha dimostrato più volte la sua volontà a cambiare aria, come se cambiare città, dimora lavorativa e tifoseria, fosse sufficiente a rilanciarlo.

Purtroppo per lui quando si fa le valigie verso un altra sede lavorativa, spesso dentro il trolley ci finiscono anche vecchi problemi, e vecchi vizi. Insomma, se Muriel a Udine non è esploso non sarà certo stata tutta colpa sua, ma di certo lui ne possiede una fetta ben consistente. Fedele ha riferito che forse, visto il suo carattere introverso, i tecnici avrebbero dovuto essere un pò psicologi con lui, per tirare fuori dalle sue leve quel talento che solo alcune volte si è intravisto. Di natale lo ha incensato su un livello tecnico anche superiore a Sanchez, rimarcando che però il cileno ci metteva una voglia diversa.

Il colombiano dovrà quindi farsi un esame di coscienza, guardarsi nel profondo del suo subconscio, e urlare a se stesso che i problemi palesati a Udine spesso sono usciti dalla propria testa, e che a Genova o in qualsiasi altro luogo, se la medesima testa rimarrà connessa sulle stesse frequenze, genererà le stesse identiche problematiche. Con Mihailovic non si scherza. Insomma, all’Udinese serve una punta agile veloce e tecnica. Lui sarebbe già in rosa. Dovesse partire, qualcuno dovrebbe arrivare per forza dal  mercato; il mercato di Gennaio però non promette grossi affari. Insomma, un bel grattacapo.

Tra i problemi che affliggono Stramaccioni, c’è quello del vestito tattico da affibbiare alla rosa. Il vestito tattico, ma anche l’atteggiamento mentale. Quello di Genova era quello giusto. L’assetto tattico era votato alla battaglia, con un centrocampo imbastito sulla quantità e l’aggressività. Si dovrà capire se insistere su Guillherme, che la società ha sempre difeso, o continuare sul centrocampo tutto corsa e polmoni esibito a Genova. Riteniamo che il brasiliano disponga di tutte le credenziali tecniche per ricoprire il ruolo di play, ma che dovrà connettersi gioco forza al ritmo del campionato italiano (che peraltro è sceso di livello rispetto alla media europea), e farsi carico di maggiori responsabilità in fase di impostazione, facendo mulinare la palla non solo in orizzontale o all’indietro, ma anche e soprattutto in verticale. Si rischia si sa, di perderla, ma questo è il compito del regista, rischiare. E non c’è gloria senza rischio.

Sottinteso, che il brasiliano, e qui aveva ragione Stramaccioni, non è un mostro quando si tratta di contrastare, e pertanto non è adatto a proteggere una difesa a 4. Il suo impiego ideale potrebbe essere da play in un centrocampo a 5 con una difesa a 3, circondato da due mezzali pronte a correre e sacrificarsi per lui. Il brasiliano avrà ancora le sue chance, la qualità di cui dispone può far comodo, ma l’impressione è che le sue fiches stiano esaurendo. Considerando poi che Badu dovrà assentarsi per un paio di mesi per via della coppa d’Africa, e che Pinzi è soggetto a infortuni, la società dovrà per forza di cose adoperarsi sul mercato per un centrocampista. Di qualità sarebbe meglio.

In difesa poi tutto ruoterà attorno al modulo da adottare, a 4 o a 3. La gara di Genova ha sancito che Molla Vague è un elemento grezzo ma sul quale ci si può lavorare. Peccato che pure lui, appena “scoperto” dovrà partecipare alla coppa d’Africa. Considerando che il ritorno di Angella rappresenta una chimera vera e propria, e che Domizzi pure lui fa la conta degli acciacchi, uno sguardo anche al reparto arretrato, in questa sessione invernale del mercato, la società dovrà darlo.

In tutto questo,  lo stadio che si sta rivelando, con i lavori che procedono a buon regime, con risultati apprezzabili sotto gli occhi di tutti. La squadra e i tifosi, avranno presto una ” casa” nuova e confortevole. In comune il fatto che entrambi, sia squadra che stadio siano cantieri aperti. Quello dello stadio ultimerà il 31/12/15. Quello della squadra  terminerà prima?

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