Udinese, clima di incertezza assoluta

Udinese, clima di incertezza assoluta

L’Udinese sta vivendo un’ultima settimana di passione: le ultime due sconfitte contro Roma e Sassuolo hanno lasciato cicatrici è inutile negarlo. Soprattutto quella contro gli emiliani, l’ottava in casa, ha messo nuovamente in discussione tutto. Può un finale di campionato cambiare le carte in tavola? Nel calcio è così, lo è sempre stato del resto. La fotografia di Magnanelli che segna il gol vittoria è più frastornante di quella degli abbracci verso il tecnico dopo le reti bianconere. Va così, e così il club sembra essersi preso una pausa di riflessione. O di decisioni.

E oggi queste decisioni appaiono molto meno certe rispetto a un mese fa quando Paròn Pozzo concedeva la fiducia (e la conferma) al suo tecnico. La certezza oggi è che Strama, dopo la sconfitta col Sassuolo, è più che mai in bilico: i nomi di Colantuono, Di Francesco e Donadoni sono reali.
Per ora l’addio certo al cento per cento appare quello di Dejan Stankovic, il cui contratto scade a giugno: la società ha proposto giorni fa a Strama alcuni nomi. Chiaro che se Pozzo deciderà di cambiare timoniere anche il ruolo di vice sarà legato ad altre considerazioni.

Sul piano dei giocatori regina sovrana l’incertezza anche su Allan: la società ha sempre manifestato l’intenzione di trattenerlo e il giocatore con Stramaccioni ha un ottimo rapporto. In caso di cambiamento tecnico potrebbe cambiare anche questa situazione. O forse è già cambiata: da Torino, infatti, assicurano che dopo la finale Champions, la Juve ha pronta l’offerta che consisterebbe in Berardi e Padoin in cambio del brasiliano.
Una operazione tipica da Udinese, ovvero capitalizzare al massimo un giocatore fino a tre anni fa sconosciuto con in cambio un centrocampista mede in Friuli e voglioso di rientrare e un attaccante di assoluto valore in prospettiva.

Poi c’è incertezza su Di Natale: si sa che il capitano scioglierà le riserve solo a giugno. La sua posizione part time è oramai da prendere come base qualunque sia la decisione sull’allenatore. Non occorre aver fatto il corso a Coverciano per rendersi conto che Totò non potrà giocare 90 minuti a partita a 38 anni suonati.
Rimane però il dubbio su come la società deciderà di muoversi: al di là del discorso Berardi, si punterà anche su un centravanti collaudato? I nomi di Quagliarella e Niang sono stati solo fumo negli occhi per deviare l’attenzione sui reali obiettivi?

In questo clima per ora sembrano convincenti solo le voci riguardanti l’addio di Widmer (pronto al rientro Edenilson), Heurtaux (Wague l’erede) e il prestito di Scuffet con conseguente conferma di Karnezis.

Il resto è incerto, anche se le risposte non tarderanno ad arrivare oramai.

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