Udinese, hai novanta minuti per rimettere le “cose a posto”

Udinese, hai novanta minuti per rimettere le “cose a posto”

La debacle al Dall’Ara rimane incommentabile: un’involuzione che macchia due mesi di lavoro molto positivi. Adesso con l’Atalanta ci si aspetta una prova d’orgoglio, per dare un segnale ai tifosi

La trasferta di Bologna ha lasciato un segno profondo in casa bianconera. Se diventerà subito una cicatrice o se rimarrà ancora per qualche settimana una ferita aperta, potrà stabilirlo soltanto l’Udinese. Tutto dipenderà da come gli uomini di Gigi Delneri si presenteranno in campo domenica contro l’Atalanta, per un lunch match che si preannuncia particolarmente “gustoso”. Proiettati verso l’Europa League, i nerazzurri arriveranno allo stadio Friuli reduci da sei risultati utili consecutivi, mentre i friulani vorranno (almeno questo è quello che ci auguriamo tutti) cancellare i quattro tortelloni ingoiati al Dall’Ara.

D’altronde a Bologna l’Udinese è riuscita nell’impresa di condensare tutti gli errori possibili in una gara: errori indivuali, errori di reparto,

BOLOGNA, ITALY - APRIL 30: Orestis Karnezis goalkeeper of Udinese Calcio saves his goal during the Serie A match between Bologna FC and Udinese Calcio at Stadio Renato Dall'Ara on April 30, 2017 in Bologna, Italy.  (Photo by Mario Carlini / Iguana Press/Getty Images)
BOLOGNA, ITALY – APRIL 30: Orestis Karnezis goalkeeper of Udinese Calcio saves his goal during the Serie A match between Bologna FC and Udinese Calcio at Stadio Renato Dall’Ara on April 30, 2017 in Bologna, Italy. (Photo by Mario Carlini / Iguana Press/Getty Images)

distrazioni di ogni tipo, conditi nel finale anche da un autogol. Bocciatissima su tutti i fronti. Ma soprattutto perchè questa prestazione tanto negativa ha un minimo comune denominatore: l’egoismo. Dal primo all’ultimo minuto – con pochissime eccezioni -, abbiamo assistito a una gara dove sono emersi gli interessi dei singoli e non quelli di squadra. E se il gruppo non c’è, la sconfitta è scontata, anche contro un avversario, il Bologna, tutt’altro che insuperabile. Dopo il ko interno con il Sassuolo, in una giornata che doveva essere di festa per la presenza di Arthur Zico sugli spalti ma non è andata proprio così, il gruppo si era ricompattato, “spinto” dalla società a inseguire il decimo posto, necessario per garantire una certa stabilità economica. Da quel momento abbiamo assistito a risultati importanti, come il pareggio al Friuli contro la Juventus e le vittorie contro dirette concorrenti per la salvezza come Pescara, Palermo, Genoa e Cagliari. Ecco perchè rimane difficile collocare il passo falso di Bologna in un contesto che sembrava piuttosto solido.

Non possiamo non tenere conto che tutto ciò è capitato proprio a un mese dal termine del campionato, quindi, con il mercato alle porte e le decisioni sul futuro da prendere. Rinnovi, accordi, cessioni: in queste settimane la dirigenza bianconera è chiamata a risolvere le situazioni più importanti in vista della prossima stagione. E il sospetto che tali questioni siano scese in campo al Dall’Ara è molto forte. Però…

Quel “però” sono gli oltre 600 tifosi friulani che hanno affrontato la trasferta emiliana, convinti di vedere uno spettacolo ben diverso, che hanno supportato la squadra con onore, che hanno colorato il settore ospiti con una splendida coreografia e che sono rientrati a casa, delusi come poche volte in questa stagione. In primis è a loro che il team di Delneri dovrà pensare prima di scendere in campo contro i nerazzurri. Danilo & co. avranno 90 minuti a disposizione per ristabilire l’ordine naturale delle cose. Sarebbe davvero un peccato (mortale) rovinare tutto…

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