Udinese, i soliti ignoti

Udinese, i soliti ignoti

Ma anche cambiando i fattori il prodotto non cambia, ti insegnano alle elementari: eppure all’Udinese c’è chi ancora cerca capri espiatori per giustificare un mercato estivo fallimentare, uno invernale incomprensibile e una mancanza di progetto se non quello commerciale atto a valorizzare stadio e sponsor. Siamo sicuri che la Serie B sia il male minore?

di Redazione

Se Matteo Renzi fosse ancora il capo politico de DEM (chi è stato? Chi ha detto che lo è ancora? Venga fuori chi fa certe illazioni alle spalle di Montalbano, Pardon, Zingaretti))….Dicevamo, se Matteo Renzi fosse ancora il capo politico del PD (chi ha parlato ancora ribadendo che è lui che comanda?)…. Allora…Se Renzi fosse ancora il leader del suo partito la frase che gli verrebbe in mente guardando le sorti dell’Udinese sarebbe “ora mi siedo comodo sul divano con i popcorn e vedo come va a finire”.

Qualche malevola lingua (quelle non mancano mai ad aizzare folle e e giocatori), dice che un Renzi c’è sempre e, scusate il gioco di parole, il giovane della Primavera potrebbe esser e la novità di Tudor, anche perché un buon Partito in casa fa sempre comodo (scusate ancora il gioco di parole, ovviamente non voluto).

Ma purtroppo i tifosi dell’Udinese non sono né Renzi, né tanto meno politici: sono gente che paga (caro, nonostante tutto), spettacoli indecorosi e l’ultima uscita della società li ha al quanto spiazzati. Ma come? Velasquez era stato cercato per nove mesi e a Novembre gli è stato dato il benservito?  Ok, qualche male lingua dice che in quei nove, lunghi mesi, si sbagliava numero. Ma poi il destino di un allenatore bravino, ma inesperto era segnato. Del resto  lo stratega del mercato, come oramai viene definito da certa stampa, Gino Pozzo, dopo una salvezza portata a casa per demerito altrui, non ci pensò molto a liberarsi del buon croato Igor per puntare appunto sul calcio Tiki Taka di Velazquez, che non occorre quindi ribadire come sia finito.

Ecco Nicola, uno che ha la pelle dura avendo salvato il Crotone, mica il Real Madrid. Ma i vincoli che lo legano all’Universo che viviamo sono sconosciuti come il suo contratto, per cui ecco che anche lui come i suoi predecessori paga alcune sue colpe (non ha dato né gioco né identità alla squadra), ma soprattutto paga colpe altrui.

Chi sta in Tera d’Albione e la sa lunga da lunedì è a Udine e ha deciso di richiamare Tudor, guarda caso ancora sotto contratto con l’Udinese. Qui non si bada a spese, qui non si bada a nulla se non al bene comune.

Peccato che Tudor l’anno scorso col Benevento rischiò addirittura di perdere, vinse con un malato terminale come il Verona e con un Bologna oramai salvo e in vacanza, ma perdendo 4-0 con l?Inter. E con la simpatia dei tifosi verso di lui che sembra quella dei votanti verso….Opss non ci ricordiamo il nome, meglio così!

Tudor arriva per riproporre il 3-5-2 (anche se l’anno scorso diceva che i moduli vanno studiati per tempo e quando c’è fretta serve adattarsi). Di certo Lasagna ritroverà il posto, magari con Okaka e con De Paul mezzala, affianco agli insostituibili Fofana (il mistero) e Mandragora (il capitale). Poi la difesa sarà la stessa sperando magari di recuperare Samir. Ali Larsen e D’Alessandro quando recupererà, oppure Zaagelar. E Pussetto? O cribbio! E Okaka che s’incazza (citazione) se non gioca? O cazzo! Per fortuna che Barak è fuori fino a fine stagione, mentre Badu non si sa. Ma ci sono anche buone notizie: Behrami potrebbe recuperare presto, con Sandro che gioca nel suo stesso ruolo: o corpetelli!

Insomma a Tudor, con i tifosi diffidenti, con una squadra allo sbando, con regole non scritte da rispettare quanto i santissimi procuratori, si ritrova a doversi giocare la salvezza in due mesi. Uno in più dell’anno scorso, non è male.

Ma anche cambiando i fattori il prodotto non cambia, ti insegnano alle elementari: eppure all’Udinese c’è chi ancora cerca capri espiatori per giustificare un mercato estivo fallimentare, uno invernale incomprensibile e una mancanza di progetto se non quello commerciale atto a valorizzare stadio e sponsor. Siamo sicuri che la Serie B sia il male maggiore?

 

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