W el neuvo alenador!

W el neuvo alenador!

Si spera che dalla Spagna arrivi un po’ di furore e non solo sudore (freddo), ma soprattutto che dal mercato ci sia qualche sorpresa positiva. Altrimenti Fulgencio è libero (contattare Leo Gullota però).

di Redazione

L’Udinese non finisce mai di stupire. In tutti i sensi. E’ ufficiale: non sarà il pragmatico Prandelli a sedere sulla scottante panchina bianconera (lo sapevamo, era notizia a dir poco irreale), non sarà nemmeno il buon Donadoni (che anni fa sarebbe venuto di corsa e oggi preferisce star fermo o aspettare di meglio), non sarà più il croato Tudor che nonostante lo avessero confermato per la prossima stagione in sede di presentazione è stato trombato dopo 4 partite. Non sarà nemmeno un allenatore della serie B, uno alla Tedino (friulano o DOC e gran conoscitore di giovani e di calcio, soprattutto), ma nemmeno un De Zerbi che a Foggia ha fatto miracoli.

Sarà, invece, udite udite  Julio Velázquez Santiago. Citiamo da wikipedia, che lo conosce meglio dei tifosi friulani i che quasi all’unanimità hanno risposto con un grande, enorme, ‘estiquatzi’ all’annuncio ufficiale del club di Piazzale Argentina.

“Velázquez inizia ad allenare al’età di 15 anni con team giovanili della sua città , Salamanca. Il suo primo ingaggio a acapo di una squadra senior è stato nel 2004 con il AD Peña Respuela nel campionato regionaleIl suo debutto nel professionismo avviene nel 2010–11, quando viene ingaggiato al Polideportivo Ejido nella terza divisone. È stato esonerato durante la stagione con gli andalusi che poi finirono al 14esimo posto.
Velázquez poi viene assunto dal Villarreal CF nello staff delle gioavnili: prima diventa tecnico della squadra C. Il 24 dicembre 2011, appena José Francisco Molina leascia la squadra riserve per passare alla guida della prima squadra, divenne il suo successore, diventando così il più giovane ad allenare nel secondo livello spagnoloa, ad appena 30 anni e due mesi.
Il 13 giugno 2012, in seguito alla retrocessione dal massimo campionato del “Sottomarino Giallo”, il che significava che anche la squadra B doveva scendere di un livello anche se avevano concluso al dodicesimo posto nella seconda divisione, Velázquez è stato promosso alla guida della squadra principale. Il 13 gennaio dell’anno seguente, dopo un pareggio per 1-1 contro l’UD Almería,con la squadra al qunito posto, fu sollevato dalle sue funzioni
Negli anni seguenti, Velázquez ha continuato a lavorare in seconda divisione, retrocedendo con il Real Murcia anche se la squadra ha chiuso in quarta posizione e si è qualificata ai play-off. Poi è passato al Real Betis, che puntava alla promozione ma è stata licenziato dopo soli cinque mesi in carica,con al squadra al settimo posto. L’anno successivo,dal dicembe 2015, prova l’esperienza nella Primeira Liga portoghese subentarndo sulla panchina del Belenenses. Non riuscendo a migliorare la posizione di entarta non viene riconfermato.
Velázquez è tornato nel suo paese ancora nella Seconda Divisione e il 13 ottobre 2016 firma con AD Alcorcón che si trova in zona retrocessione. Alla fine riesce ad ottenere la salvezza e ottiene un buon risultato in Copa del Rey estromettendo il RCD Espanyol nel quarto turno. Rinnovando il suo contratto altri due anni dopo quest’ultimo risultato. L’anno dopo, ottenuta la salvezza con un 15esimo posto,il 4 giugno rescinde il contratto”

Il 7 giugno 2018 viene ingaggiato dall’Udinese, nella massima serie italiana. Estiquatzi per l’appunto. Se il buon giorno si vede dal mattino, oggi (8 giugno) a Udine diluvia. Ma basta pregiudizi. Come dicono i giornalistoni serve aspettare per poter dare un giudizio.

Ma lasciateci la perplessità almeno, lecita dopo cinque anni di quasi retrocessioni (evitate più per demerito altrui che altro). Perché dai tempi di Helenio ed Heriberto Herrera non ricordiamo allenatori spagnoli che sin Italia abbiano fatto bene. Luis Enrique è stato un fallimento per la Roma, per poi  vincere tutto a Barcellona.

Il punto è tecnico: in Spagna si ama il calcio fatto di possesso palla, in Italia o hai Ronaldo e compagnia, oppure questo gioco è un azzardo, specie se il mercato dell’Udinese si presterà, come successo recentemente, a proporre giocatori a dir poco scarsetti.

Il buon Velasquez non vorremmo che faccia la fine si Fulgencio, mitico allenatore di ‘Mezzo destro e mezzo sinistro’ che se la prendeva con Margheritoni, attaccante che non ne vedeva una.
A Udine non ci attendiamo una rivoluzione più da tempo, ma ci si attendeva almeno una linea logica. Se si parte con un misconosciuto allenatore, siamo quasi certi che si proseguirà con giocatori rientranti dai prestiti, addii inevitabili (Meret, Jankto, forse Widmer e Barak), e la solita squadra che inevitabilmente faticherà.

Anche perché dalla B quest’anno di squadre materasso non sembrano arrivare, e la fortuna prima o poi finisce. Quindi si spera che dalla Spagna arrivi un po’ di furore e non solo sudore (freddo), ma soprattutto che dal mercato ci sia qualche sorpresa positiva. Altrimenti Fulgencio è libero (contattare Leo Gullota però).

 

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