Watford – Aston Villa 3-2 : capitano, mio capitano

Watford – Aston Villa 3-2 : capitano, mio capitano

La doppietta di Troy Deeney nei minuti finali della gara regala al Watford una vittoria casalinga che in campionato mancava dal 23 gennaio. Prossimo match in programma domenica 8 maggio ad Anfield contro il Liverpool.

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Nel tiepido e assolato pomeriggio del nord di Londra è difficile non ritornare alle emozioni di sei giorni fa. Metabolizzare la cocente sconfitta patita a Wembley contro il Crystal Palace nella semifinale di FA Cup è un’impresa piuttosto difficile. Le dichiarazioni di Francesco Guidolin riguardo al suo rapporto con i vertici alti del Watford non hanno di certo reso facile questo finale di campionato a Quique Sanchez Flores, al quale spetta l’arduo compito di concludere nel migliore dei modi una stagione già archiviata. Al Vicarage Road arriva l’Aston Villa, fanalino di coda della Premier League, retrocesso un mese fa. Dimostrare qualcosa non serve. I ragazzi in giallo-nero hanno ampiamente mostrato il loro potenziale raggiungendo in netto anticipo una salvezza che era l’obiettivo stagionale. A Deeney e compagni si chiede solo il massimo sforzo e la ricerca di quattro vittorie nelle quattro uscite che mancano al”rompete le righe”.

I presupposti di una passeggiata contro i Villans non si materializzano. Gli ospiti giocano un buonissimo primo tempo, probabilmente il migliore della loro travagliata stagione. Il vantaggio di Ciaran Clark poco prima della mezz’ora è frutto dell’atteggiamento passivo e rinunciatario del Watford: dagli sviluppi di un corner dalla sinistra il centrale di difesa svetta tutto solo al centro dell’area e batte Heurelho Gomes. Le lacune difensive dell’Aston Villa non sono comunque sparite e gli Hornets costruiscono l’occasione del pareggio prima con Ben Watson che centra la traversa con un potente destro dal limite, poi con Odion Ighalo che, sul vertice dell’area piccola, spara sulle gambe di Mark Bunn. Almen Abdi redime parzialmente la sua stagione anonima consegnando ai padroni di casa il gol del pari nei minuti di recupero: punizione dalle 20 iarde con il pallone che, telecomandato, supera la barriera e finisce in fondo al sacco.

L’approccio molle dei ragazzi di Flores non cambia e ad inizio ripresa il Villa si riporta avanti. Azione corale dei claret and blue che lavorano il pallone dalla trequarti, brillante uno-due fra Jordan Ayew e Rudy Gestede con il primo che piazza un destro potente e angolato a fil di palo. Al minuto 73 il match prende una piega inaspettata: rosso diretto per fallo da ultimo uomo ai danni di Aly Cissokho e Villans che sono costretti a giocare l’ultimo quarto di gara con l’uomo in meno. Ha inizio un vero powerplay hockeistico da parte del Watford che si riversa con tutti i suoi effettivi nella metacampo ospite alla ricerca quanto meno del pareggio. Al morire dell’ultimo minuto del tempo regolamentare Steven Berghuis disegna dalla destra un traversone perfetto che incontra la zucca di Troy Deeney. Troppo facile l’incornata del capitano degli Hornets, con i tre centrali del Villa a guardarsi negli occhi. Nativo di Birmingham e tifoso del Birmingham City, Deeney non si accontenta di strappare la quarta vittoria in Premier dei rivali ma riesce addirittura a condannarli alla 26esima sconfitta in 36 partite quando al 93′ la sponda di Ighalo trova il destro del capitano; un rigore in movimento che Troy, sempre letale come un mamba, non può sbagliare. Finale al Vicarage Road: Watford batte Aston Villa 3-2.

Una vittoria immeritata, nata e costruita solo grazie alla superiorità numerica. I Villans, sfortunati come non mai, giocano tatticamente un’ottima partita e la beffa finale davvero non ci sta. Un applauso dal profondo del cuore va agli oltre 35oo tifosi ospiti giunti da Birmingham per sostenere i propri colori. Uno spettacolo canoro che mette i brividi se si pensa alla clamorosa retrocessione di una delle squadre con più retaggio d’Inghilterra. In primis mi auguro in una pronta risalita del Villa in Premier già dalla stagione 2017/18 perchè non c’è altro posto, se non la Premier, dove una squadra e una tifoseria del genere devono stare.

(foto: theguardian.com)

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