Decreto shock: Lombardia chiusa. Misure drammatiche. Il calcio potrebbe fermarsi del tutto

Decreto shock: Lombardia chiusa. Misure drammatiche. Il calcio potrebbe fermarsi del tutto

Le misure non appena ufficializzate potrebbero cambiare tutto. Se dalla Lombardia non si potrà uscire ne entrare se non per casi eccezionali, non si capisce come le squadre di calcio (con tutto la coda di persone che le accompagnano) possano superare questo ostacolo. In gioco c’è molto di più di tre punti o di qualche interesse di bottega.

di Redazione
Governo, ecco l'ultima decisione in arrivo

L’Italia sta vivendo la situazione peggiore della sua storia contemporanea. Forse anche della sua storia moderna, visto che nemmeno durante la seconda guerra mondiale non erano state varate misure così drastiche. Anzi sono da chiamare drammatiche.

Nella notte il premier Conte, assumendosi anche la responsabilità politica delle scelte (del resto quale responsabilità può avere se non quella di tutelare la salute pubblica?), ha diramato un discorso senza precedenti.

“Abbiamo creato due aree, una che riguarda la Lombardia e varie province: lì ci sarà un vincolo a limitare gli spostamenti nel territorio. Mi assumo la responsabilità politica di questo momento, ce la faremo”, ha sottolineato il premier.

Cresce, come riporta l’ANSA rispetto alle ipotesi iniziali l’area interessata dal nuovo dpcm del governo che limita gli spostamenti nel territorio contagiato dal Coronavirus: oltre alla Lombardia, sono citate 14 province nelle regioni Piemonte, Veneto, Emilia Romagna e Marche. L’elenco definitivo è stato letto dal premier Giuseppe Conte: “Lombardia, Modena, Parma, Piacenza,Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano Cusio Ossola, Vercelli,Padova, Treviso e Venezia. In questi luoghi si applicano misure più rigorose. E’ necessario chiarire quel che è successo, una cosa inaccettabile: un dpcm, che stavamo formando a livello di governo per regolamentare le nuove misure che entrano in vigore subito, lo abbiamo letto su tutti i giornali. Ne va della correttezza dell’operato del governo e della sicurezza degli italiani. Questa pubblicazione ha creato incertezza, insicurezza, confusione e non lo possiamo accettare”, ha proseguito Conte.

Per ora si tratta di una bozza che può cambiare, ma rimane il fatto che ami misura che verrà ufficializzata  breve sarà senza precedenti. Sull’intero territorio nazionale “sono sospese fino al 3 aprile le attività di pub, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche e locali assimilati”. Lo prevede una bozza del dpcm sul Coronavirus che dovrebbe essere adottato nelle prossime ore ed ancora suscettibile di modifiche da parte di palazzo Chigi. Sono previste “specifiche sanzioni in caso di mancato rispetto”.

Limiti alle aperture di bar e ristoranti in tutta Italia: si potranno svolgere le attività “con obbligo, a carico del gestore, di far rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro”. Lo prevede la bozza del nuovo Dpcm, ancora suscettibile di modifiche da parte di Palazzo Chigi, con le regole per fronteggiare l’emergenza Coronavirus. Prevista “sanzioni” per chi non rispetta le nuove regole. Si raccomanda di limitare la mobilità al di fuori dei propri luoghi di dimora abituale ai casi strettamente necessari”. E’ una delle raccomandazioni previste nella bozza di Dpcm , ancora soggetta a possibili modifiche da parte di Palazzo Chigi, che dà le indicazioni da seguire in tutta Italia per fronteggiare l’emergenza Coronavirus.

Contingentare gli accessi a negozi, mercati, fiere per evitare “assembramenti di persone”. E’ una delle raccomandazioni previste nella bozza del nuovo Dpcm, ancora suscettibile di modifiche, con le regole per fronteggiare il Coronavirus che raccomanda “fortemente” ai gestori di “esercizi commerciali diversi da” bar e ristoranti, “all’aperto e al chiuso” di garantire “misure organizzative tali da consentire” l’accesso “con modalità contingentate o comunque idonee ad evitare assembramenti di persone, nel rispetto della distanza” di almeno un metro tra i visitatori.

IL CALCIO

Parlare di calcio in questo contesto è quasi surreale, anche se per adesso la Serie A gioca, anche se non si sa con che spirito. Ma attenzione. Le misure non appena ufficializzate potrebbero cambiare tutto. Se dalla Lombardia non si potrà uscire ne entrare se non per casi eccezionali, non si capisce come le squadre di calcio (con tutto la coda di persone che le accompagnano) possano superare questo ostacolo: si vedrà non appena il decreto entrerà in vigore ufficialmente con  tutti i suoi comma. In gioco c’è molto di più di tre punti o di qualche interesse di bottega. Anche Damiano Tommasi ha lanciato l’appello di fermare tutto.

Si vedrà da lunedì, ma è chiaro che comunque se anche solo un giocatore fosse trovato positivo tutto si fermerebbe. Forse sarebbe il caso di farlo prima per evitare comunque spostamenti anche se sarebbe una scelta altrettanto scioccante perché il calcio potrebbe diventare comunque l’unica vera distrazione per un Paese che sta fermandosi. Per adesso quindi domenica di calcio con Udinese – Fiorentina, Juve – Inter e gli altri recuperi a porte rigorosamente chiuse ermeticamente.

APPELLO 

L’appello per la Lombardia per gli aiuti rimane valido. Ma l’invito a non uscire troppo di casa se non necessario va esteso a tutti i cittadini friulani. Finché la pandemia non verrà in qualche modo arginata è da evitare qualunque contatto non strettamente necessario. Perché ribadiamo fino alla nausea che questo virus anche se ha una mortalità relativamente bassa è altamente contagioso (una persona ne contagia fino a tre). Nessun assalto a farmacie, supermercati e banche. Non avrebbe senso se non quello di creare solo più confusione e aumentare i divieti. Serve responsabilità. Anche i ragazzi che sono casa di scuola devono rimanere a casa, altrimenti la misura sarebbe stata inutile. Non è una vacanza premio, serve che tutti rispettino le normative.

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