L’Italia tutta si ferma. #Iorestoacasa L’emergenza durerà. Campionato in forse

L’Italia tutta si ferma. #Iorestoacasa L’emergenza durerà. Campionato in forse

#Iorestoacasa. Non ci sono altre soluzioni. Non abbiate timore a invitare tutti a farlo, solo le attività essenziali in questo momento devono rimanere aperte. Tutto il resto verrà dopo. E fate in modo che i ragazzi a casa di scuola non prendano il tutto come una vacanza. 

di Redazione

Alla fine a mali estremi estremi rimedi. Ma forse, anzi sicuramente, il peggio deve ancora venire. La superficialità e il pressappochismo italiano, abbinati al voler andare incontro a chi nelle settimane scorse alzava la voce perché vedeva qualche perdita di bilancio ora verranno pagati a carissimo prezzo. Si doveva fermare tutto prima, vista l’esperienza cinese. Ma ora i se e i ma non servono. 

L’ANNUNCIO Il premier Giuseppe Conte ha spiegato che «non c’è tempo» per contrastare l’avanzata del virus: «Occorre rinunciare tutti a qualcosa per tutelare la salute dei cittadini. Oggi è il momento della responsabilità. Non possiamo abbassare la guardia».
Il testo del decreto estende le misure varate domenica a tutta la penisola. «I numeri ci dicono che stiamo avendo una crescita importante dei contagi, delle persone ricoverate in terapia intensiva e subintensiva e ahimé anche delle persone decedute. La nostre abitudini quindi vanno cambiate. Vanno cambiate ora. Ho deciso di adottare subito misure ancora più stringenti, più forti», ha detto Conte. «Sto per firmare un provvedimento che possiamo sintetizzare come “io resto a casa”. Non ci sarà più una zona rossa nella penisola. Ci sarà l’Italia zona protetta».

Serve capire la drammaticità del momento che perdurerà probabilmente, se non sicuramente. Ben oltre il 3 aprile, perché il virus non sparirà per decreto. E vista l’esperienza di Whuan si può ben capire che, a conti fatti e visto il tasso di contagiosità del Covid-19, si andrà almeno fino a maggio con l’emergenza. Solo oggi in Cina si stanno avendo i frutti della chiusura totale delle attività produttive per il bene comune più prezioso: la salute. Inutile fare i conti dei danni adesso, quelli verranno alla fine. Sperando che il mondo capisca e penda provvedimenti drastici prima che la pandemia esploda come da noi. perché altrimenti i modelli economici e sociali a cui eravamo abituati non solo cambieranno, ma spariranno: impossibile prevedere come. L’Italia cambierà. perché è ovvio che sia così. I sistemi previdenziali, sa nitori, sociali, di si sicurezza andranno rivisti. E credeteci: se oggi qualcuno ancora vede il Professor Monti e la professoressa Fornero come un male assoluto, fra qualche tempo li rimpiangeranno come dei benefattori.

Questa è la situazione. Che solo il calcio non sapeva comprendere. Fermo nella sua arrogante voglia di guardare ai bilanci. anche il calcio cambierà e non poco:i soldi che giravano fino al 2019 saranno impensabili in un mondo che dovrà ripartire. I Paesi che oggi fanno del negazionismo la loro arma (vedi gli Stati Uniti di Trump) oltre a pagare un prezzo ancora più pesante vedranno ridimensionata la loro potenza. La Ciona che aveva l’ambizione di essere il primo paese la mondo a livello economico e militare nel 2025 ha ufficialmente posticipato questa data almeno al 2035. Questo pr far capire quello che si sta vivendo.

Tornando al calcio che in Italia è sempre stato presente dal 1918, tranne la parentesi della seconda guerra Mondiale, oggi vede a rischio il suo proseguimento. Impossibile pensare che in Europa non ci sarà un’emergenza tale da non dover fermare tutto, se non come in Italia almeno in gran parte. Ecco che Euro 2020, competizioni varie saranno probabilmente posticipate. Per cui pensare che il campionato 2019/2020 sia quanto meno in  forse è plausibile. Difficile pensare che da maggio ad agosto si possa concludere, se non in forma platonica. Poi tutto è possibile, ma la razionalità dice che l’emergenza perdurerà come detto e quindi i tempi per cercare di rimediare saranno troppo stretti. Si ripartirà ovviamente: come e quando è difficile da dirsi adesso.

Quello che oggi c’è da dire sono solo alcune importantissime raccomandazioni. Si esca di casa il meno possibile. In attesa anche di nuovi provvedimenti che probabilmente non mancheranno, come il divieto assoluto di uscire da una certa ora fino al mattino, quando eventuali infrazioni penali sono anche più prevedibili. Si cerchi di pensare alla salute propria e di tutti i propri cari: chi esce è soggetto a maggiori rischi e quindi di importarli a casa. Anche le azioni quotidiane, come prendere la posta direttamente dal postino sono da evitare: proprio gli addetti alle consegne soggetti a maggiori contatti, per cui salvo per rare eccezioni è consigliabile evitare incontri con estranei.

Ribadiamo che la contagiosità del virus è altissima, come quella del vaiolo: r=3, ovvero ognuno di noi potenzialmente ne contagia tre. E l’evoluzione è rapida, l’ospedalizzazione arriva a livelli molto alti (a differenza della normale influenza).

Precauzioni ulteriori: si prendano precauzioni irrobustendo tutto il sistema immunitario, specie nei soggetti più deboli. In modo naturale propoli, miele di alcune piante officinali, vitamine A,B,C,D,E, verdure e frutta di stagione (ben lavati). Una dieta che non è di certo una cura, ma una ulteriore prevenzione.

#Iorestoacasa. Non ci sono altre soluzioni. Non abbiate timore a invitare tutti a farlo, solo le attività essenziali in questo momento devono rimanere aperte. Tutto il resto verrà dopo. E fate in modo che i ragazzi a casa di scuola non prendano il tutto come una vacanza.

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