Udine, l’appello dei medici: troppi giovani in giro

Udine, l’appello dei medici: troppi giovani in giro

anche dopo i primi drastici provvedimenti presi dal Governo abbiamo assistito ad alcune scene da stigmatizzare: genitori che portano i figli sl supermarket o al chiosco del parco Brun (Udine), ragazzi più grandi che frequentano i bar nelle ore di apertura (non è una vacanza, ecco perché serve una chiusura totale).

di Redazione

Troppi giovani ancora superficiali per l’allarme del virus che provoca la Covid-19. Ecco quindi l’Appello dei medici di Udine: “I comportamenti irresponsabili delle persone ricadono sulla tenuta del sistema sanitario, e non solo, con danni generali imprevedibili ed incalcolabili: i cittadini devono iniziare a capire che stiamo vivendo un’emergenza seria. Se continuano a comportarsi come se il Covid-19 non ci fosse, non hanno compreso la gravità dell’attuale momento storico”, non usa giri di parole il presidente dell’Ordine dei Medici di Udine, Maurizio Rocco, per condannare gli affollamenti che si si sono registrati un po’ dappertutto: nei comprensori sciistici, nelle località balneari e in luoghi di ritrovo in città e provincia. Ci sono ancora troppi giovani in giro. Ma anche dopo i primi drastici provvedimenti presi dal Governo abbiamo assistito ad alcune scene da stigmatizzare: genitori che portano i figli sl supermarket o al chiosco del parco Brun (Udine), ragazzi più grandi che frequentano i bar nelle ore di apertura (non è una vacanza, ecco perché serve una chiusura totale).

“I cittadini hanno il dovere morale e civico di attenersi scrupolosamente alle direttive impartite dagli organi centrali e regionali oltre che dalle massime Autorità sanitarie: è immorale pensare di essere in ferie o in vacanza perché le scuole e le Università sono chiuse e lo resteranno, perché molti uffici pubblici non sono aperti o hanno contingentato gli accessi”. Se questi luoghi restano chiusi è perché c’è una situazione emergenziale seria, pertanto – prosegue il presidente dell’Ordine dei medici – “nessuno è legittimato a violare le direttive assembrandosi in bar, pub, ristoranti, centri storici, centri commerciali, mercati, casinò, sale scommesse, poli sciistici e via dicendo ove non sia possibile come minimo garantire la distanza di sicurezza di un metro. Chi sottovaluta il problema globale è responsabile in prima persona di diffondere il virus e contagiare altre persone, compromettendo la stabilità del sistema sanitario e sociale e mettendo in pericolo il personale medico e sanitario coinvolto in prima fila contro questo nemico che può colpire tutti noi”.

 
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