A distanza di poche ore dall'accusa di frode fiscale legata al contratto di Neymar, il presidente del Barcellona Josep Bartomeu ha reagito sostenendo che il club è vittima di un "attacco" che coinvolge l'odiato Real Madrid e lo Stato spagnolo. In una intervista alla Tv catalana Bartomeu ha detto che "tutto questo nasce da qualcuno che non voleva Neymar al Barca. Né la società, né i suoi dirigenti, né i dipendenti hanno fatto alcunché di sbagliato". Secondo il presidente l'accusa - nata per iniziativa del giudice della Corte suprema Pablo Ruz che indaga sull'ipotesi che l'ex presidente Sandro Rosell si sia macchiato di appropriazione indebita per nascondere il prezzo del trasferimento di Neymar - sarebbe motivata anche dai legami del Barcellona con la movimento indipendentista in Catalogna. "Non ho alcuna prova, ma ci sono i fatti - ha affermato - L'anno scorso abbiamo messo a disposizione lo stadio per il 'Concerto della libertà' ed abbiamo giocato una partita indossando i colori della bandiera nazionale catalana. La marcia catalana per l'indipendenza ha attraversato il Campo Nou (stadio) e questo forse non è piaciuto a tutti... Sono convinto che ci sono alcuni poteri dello Stato che non sono contenti che Neymar sia venuto al Barcellona". Il 13 febbraio Bartomeu dovrà presentarsi in aula a Madrid per difendersi dall'accusa di aver sottratto al fisco 2,8 milioni di euro nel 2014.
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