Coronavirus e giocatori BAME, Danny Rose: “Non siamo topi da laboratorio”

L’Ufficio per le statistiche nazionali del Regno Unito  afferma che gli appartenenti al gruppo BAME (Black, Asian and Minority Ethnic)  hanno quattro volte le probabilità di morire di coronavirus rispetto ai bianchi

di Redazione

L’Ufficio per le statistiche nazionali del Regno Unito  afferma che gli appartenenti al gruppo BAME (Black, Asian and Minority Ethnic)  hanno quattro volte le probabilità di morire di coronavirus rispetto ai bianchi.

La Professional Footballers’ Association, l’assocalciatori inglese, ha quindi chiesto ufficialmente alla Premier League di condurre ulteriori approfondimenti sui pericoli connessi al contagio per i calciatori di colore.

Il consulente medico della Premier League Mark Gillett afferma che è stata presa ogni possibile misura per contenere il rischio per i giocatori di tutte le etnie. “È giusto riconoscere che esiste un rischio maggiore nei gruppi BAME”, ha affermato. “Ma il rischio negli atleti in forma e per i giovani è ancora molto, molto basso e penso che sia un fattore importante. In ogni caso stiamo cercando di creare l’ambiente di lavoro più sicuro possibile per queste persone . Quando saranno disponibili ulteriori informazioni ovviamente ci muoveremo in tempo reale per mitigare ulteriormente il rischio di contagio”

Sono tantissime le richieste dei giocatori di colore, preoccupati di dover affrontare un rischio che nel loro caso è superiore ai colleghi bianchi.

Il terzino del Newcastle Danny Rose ha parlato della possibilità che la Premier torni in campo ha espresso al Daily Mail tutta la sua paura: “Sto morendo dalla voglia di torna a giocare a calcio, ma considerato tutto quello che sta accadendo, non voglio lamentarmi più di tanto. Solamente del fatto che la gente ci spinge a farci tornare in campo come se fossimo ratti da laboratorio. Faremo questo esperimento e capiremo se funziona o meno. Immagino la gente a casa mentre dice: “Beh, guadagnano un sacco di soldi, dovrebbero tornare”. 

Queste invece le parole del capitano del Watford, Troy Deeney: “Per le etnie nere, asiatiche e miste c’è una probabilità quattro volte maggiore di contrarre la malattia e il doppio delle probabilità di avere una malattia di lunga durata: è previsto qualche screening aggiuntivo?  Non riesco a farmi un taglio di capelli fino a metà luglio, ma posso andare in campo con 19 persone e saltare per un colpo di testa? Nessuno ha potuto darmi una risposta – non perché non volessero, semplicemente perché non avevano le informazioni. E allora ho chiesto  ‘Se non hai tutte le informazioni, perché dovrei mettermi a rischio?'”

Di tutt’altro avviso José Mourinho che  spinge per una pronta ripresa del campionato: “Se non volete giocare, state a casa a guardare la Bundesliga”.

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