Tifosi ai tempi del Covid-19: dal drive-in alle… sex dolls

Su una cosa sono tutti d’accordo: le partite giocate a porte chiuse non piacciono a nessuno. E così i club dei vari campionati si sono ingegnati per ovviare alla sindrome da spalti vuoti con i più vari e originali stratagemmi 

di Redazione

Coronavirus e ripresa: è il grosso cruccio che ha attanagliato (e attanaglia ancora alcuni Paesi) tutte le Leghe di calcio, in bilico come funamboli tra il rischio contagio in caso di riavvio e le conseguenze, in primis economiche, derivanti dallo stop definitivo del campionato. Su una cosa però sono tutti d’accordo: le partite giocate a porte chiuse non piacciono a nessuno. E così i club dei vari campionati si sono ingegnati per ovviare alla sindrome da spalti vuoti con i più vari e originali stratagemmi.

Il protocollo della Bundesliga, primo dei campionati top a ripartire, ha acconsentito all’impiego nelle tribune di sagome di cartone dei tifosi purché conformi alle norme igieniche. Nel match casalingo del Colonia contro il Mainz un’intera tribuna dello stadio Rhein Energie è stata decorata con sciarpe e magliette biancorosse.

 

Se in Germania ci si attrezza con sagome e magliette sugli spalti, in Danimarca si ricorre alla tecnologia per avvicinare, almeno virtualmente, i tifosi ai propri beniamini.

L’Aarhus Gymnastikforening, o AGF, società che milita nella Superligaen in Danimarca, ha consentito l’accesso ai tifosi attraverso la piattaforma Zoom. Alcuni maxischermi sono stati posti all’altezza degli spalti sui quali sono apparsi i tifosi collegati da casa per assistere all’evento in occasione della partita contro il Randers.

Un altro stratagemma, sempre in Danimarca, è quello scovato dal Midtjylland che ha installato fuori dal proprio stadio un maxi schermo per consentire ai fan di vedere la partita. Nessun assembramento, però, le persone dovranno restare in auto e godersi la gara in modalità drive-in. La stessa società ha pubblicato sui propri canali social l’annuncio invitando i tifosi a prenotare il posto: “Dal 1° giugno sarà spettacolo alla MCH Arena. Ospitiamo l’AC Horsens e invitiamo chi voglia assistere alla gara a prenotare il suo posto”. Sul sito internet del club, poi, tutto spiegato alla lettera. Prenotazione gratuita e semplice.

 

C’è chi invece, nella foga di ovviare alla desolazione degli seggiolini vuoti, ha adottato soluzioni di dubbio gusto. L’FC Seul, per un’iniziativa pubblicitaria, ha posto sugli spalti dei manichini che, in realtà, erano delle sex dolls. In seguito alle polemiche divampate sui social, il club si è poi scusato: “Siamo profondamente dispiaciuti per questo malinteso e ce ne scusiamo. Non era nostra intenzione fare questo, avevamo chiesto dei manichini umani, ma non quelli per ‘uso sessuale’. Pensavamo di fare qualcosa di bello, non ci siamo riusciti. Una cosa del genere non accadrà mai più”.

 

Una cosa, tuttavia,  con la quale si dovrà ancora fare i conti è quella del silenzio in campo che permette ai microfoni ambientali di raccogliere ogni parola detta dai giocatori i quali, si sa, in campo non sempre si scambiano complimenti.

Cosa sfuggita al difensore francese Todibo che durante il match Borussia-Shalke 04, hausato la cortesia’ di mettere a conoscenza i migliaia di spettatori collegati, dell’offesa rivolta ad Haaland: “Vai a f…. tua nonna”. Francesismo che non ha demoralizzato  l’avversario il quale, tempo quattro minuti, ha fatto gol.

 

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