Ancora una volta, Napoli Udinese rappresenta un crocevia, una partita che può decidere una stagione. Abbandonate le possibilità di approdare in Europa pareggiando in casa contro Chievo e Cagliari e perdendo malamente con il Verona, all’Udinese rimane ancora un obiettivo importante: la Coppa Italia. Certo, la formula ci penalizza oltre modo, dovendo giocare partite secche fuori casa. Ma non sarebbe la prima volta che riusciamo a sbancare il San Paolo.
Troppe volte abbiamo lasciato perdere, troppe volte l’ambiente ha dato per scontata una eliminazione. Ma negli ultimi anni prima Marino poi Guidolin sono arrivati a un passo dalla tanto agognata finale. Chi più di tutti si meriterebbe quel trofeo sono Totò Di Natale e il paron Pozzo. Riusciremo mai a diventare grandi?
L’Udinese è nel bel mezzo di un trittico di partite in una settimana, la prima delle quali è stata fallita. Contro il Cagliari abbiamo preso due gol evitabili con un po’ di accortezza tattica. Il morale non sarà certo dei migliori e bisogna capire se la guida tecnica della squadra darà maggior importanza alla sfida di domenica in quel di Empoli o allo scontro diretto in terra campana.
Ma se dovessimo fare il punto della situazione, alla fine del girone di andata, dovremmo parlare di una mediocrità non data da incompetenza o lassismo, ma da una forte variabilità nelle prestazioni. Paradossalmente, la continuità con l’anno scorso è data dalla discontinuità dei risultati. Il tanto lavoro prodotto non viene finalizzato. Questo è uno dei due problemi della squadra friulana. L’altro, ovviamente, è una fase difensiva che va a partite alterne e che si spaventa di fronte ad avversari mediocri.
Stramaccioni sta cercando di dare una mentalità diversa alla squadra, più coraggiosa. Ma come a Milano, dimostra qualche problema nel saper gestire le emergenze a livello di assenze ed infortuni. Le due cose si scontrano perché la seconda deriva dalla prima. Pur avendo fatto retromarcia (forse un po’ troppo in fretta) sulla difesa a quattro, il tecnico romano non è un tattico, nel senso difensivista del termine. E’ un bene? Lo scopriremo solo nel proseguo di questo campionato e nel prossimo. Udine programma, abbandonare ora un lavoro intrapreso sarebbe deleterio. E così ci barcameniamo fra uno sguardo a medio termine, nel futuro, e le critiche recenti a una squadra che ha un passo da serie B pur avendo una rosa da Europa.
Dall’altra parte, il Napoli ha avuto un inizio campionato critico e si è ripresa quando il suo uomo migliore, Higuain, ha iniziato a segnare gol a raffica. In questo, si affronteranno due squadre speculari. I partenopei stanno dimostrando di essere in palla, tanto che la Juve non sarebbe uscita dal San Paolo con una vittoria, se l’arbitraggio fosse stato “normale”. Ciò che invece accomuna le due compagini sta seduto in panchina. Sia Benitez che Stramaccioni non si difendono, cercano sempre di tenere alto il baricentro delle loro squadre. Hanno, i due, una mentalità inglese, una visione anglosassone del gioco del calcio. Però, Benitez ha a disposizione tutta la rosa o quasi, Stramaccioni conta i reduci…
Buona partita a tutti.
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