Gazzetta: Parma, ecco il piano

Gazzetta: Parma, ecco il piano

di Monica Valendino, @Moval1973

Un piano in due fasi per salvare il Parma e, di conseguenza, tutto il campionato. La prima per consentirgli di scendere in campo contro Atalanta e Sassuolo. La seconda per arrivare al traguardo finale della stagione. Una strada ancora piena di trappole, in cui è vietato essere ottimisti, ma almeno il tentativo di sbloccare la situazione c’è. Il presidente Carlo Tavecchio, il sindaco Federico Pizzarotti e il d.g. della Lega di A Marco Brunelli si sono riuniti negli uffici della Federcalcio. Un incontro preparato dal lavoro dei legali e da un confronto, ancora in corso, con i maggiori club di A, che Tavecchio ha consultato telefonicamente. Il sindaco Pizzarotti si è affidato alla Figc. «Noi stiamo facendo il massimo per salvare il nome della città — ha dichiarato —. Penso che sarebbe anche un bel segnale il fatto che, se una società va male, fallisce e si riparte dalle regole condivise, ma stiamo cercando di tutelare l’immagine della città». «Abbiamo predisposto un piano per far sì che domenica si possa giocare definitivamente — ha chiarito Tavecchio —: questo piano sarà sottoposto all’assemblea di A di venerdì (domani, ndr ). Poi nel pomeriggio mi recherò a Parma per illustrarlo ai calciatori sperando che venga accolto».
FASE 1 La prima tappa del piano deve traghettare il Parma fino al 19 marzo, giorno in cui è fissata l’udienza per la richiesta di fallimento avanzata dalla Procura. Alle gare con Atalanta e Sassuolo interverrà uno sponsor trovato da Tavecchio. Si tratta dell’Erreà, azienda di abbigliamento sportivo, già sponsor tecnico del Parma e della Lega Nazionale Dilettanti: ecco il motivo per cui Tavecchio si è messo direttamente in contatto con Angelo Gandolfi, il presidente dell’Erreà. Servono circa 100 mila euro. Trovati i soldi, andrà concordato con il Comune in quale veicolo farli transitare per coprire le spese dello stadio e degli steward. Questo è solo il primo passo per arrivare al 19 marzo, poi ne serve un altro, fondamentale: presentare al curatore, qualora il tribunale sentenziasse il fallimento, un piano che lo convinca a concedere l’esercizio provvisorio, che va predisposto già da domani.
FASE 2 Ecco la tappa successiva: ottenere il massimo contributo possibile dalle società — almeno cinque-sei milioni dei 10 necessari a coprire tutte le spese — e con l’impegno a garantire quel tesoretto convincere i giocatori a rinunciare a parte degli stipendi fino al termine della stagione. Una strategia della quale Tavecchio ha parlato a lungo con il sindaco Pizzarotti e con i dirigenti della Lega. Nell’assemblea di domani il «caso Parma» è all’ordine del giorno. L’opzione più semplice sarebbe quella dell’autotassazione: in pratica tutte le società di A sborsano almeno 200-300mila euro a testa da consegnare al curatore fallimentare per permettere ai gialloblù di arrivare alla fine del campionato. Non tutte le società, tuttavia, sono d’accordo. E in questi casi è fortemente auspicabile l’unanimità. Domani vedremo se e quale verdetto uscirà. Il presidente Tavecchio conosce le divergenze che esistono all’interno della Lega, ma non può prescindere dal ruolo di garante del campionato che gli affida lo statuto: per questo, scartata almeno per il momento l’idea di fondo gestito dalla Federcalcio, non gli resta che far ragionare le società. «I colleghi di questo fantascientifico personaggio (Manenti, ndr ) trovino il modo di salvaguardare la regolarità del campionato», tuona il presidente del Coni Malagò. Le lettere ufficiali spedite da Sky e Mediaset che minacciano azioni legali potrebbero rivelarsi la migliore arma di persuasione.

Tratto dalla Gazzetta dello Sport

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy