Tecnologia e talenti, Udine accoglie la “serie A” del futuro

Tecnologia e talenti, Udine accoglie la “serie A” del futuro

In occasione dell’amichevole tra l’Under 19 di Baronio (nella quale figurano delle giovani promesse molto interessanti) e la Spagna, verrà sperimentata la Var

di Castellini Barbara, @barchettazzurra

Come sarà la serie A del futuro? Una risposta parziale potrebbe arrivare quest’oggi dalla Dacia Arena. Alle 14.30, infatti, si giocherà l’amichevole tra la Nazionale Under 19 allenata da Roberto Baronio e la Spagna U19, che non sarà solo un importante test per gli azzurrini in vista della Fase Elite del Campionato Europeo prevista tra poco più di due mesi, ma anche l’occasione per testare la Video Assistant Referees (Var), la nuova tecnologia di supporto agli arbitri per evitare errori nelle situazioni più importanti (gol, calci di rigore, espulsioni e scambi di persona). Il primo passo per il calcio che verrà, dunque, si compirà proprio a Udine.

Anche dal punto di vista tecnico, comunque, la gara odierna può offrire degli spunti. Molti dei ragazzi che scenderanno in campo, infatti, sono considerati dei futuribili campioni e tra questi ce ne sono alcuni che hanno già “assaggiato” la serie A. Per definire meglio i profili degli azzurrini più promettenti, abbiamo interpellato Luca Brivio, giornalista de La Giovane Italia – sito di riferimento nell’individuazione dei giovani talenti nostrani -, e autore (assieme ad altri) dell’almanacco “La Giovane Italia 2016-2017“, all’interno del quale sono presenti oltre 480 schede di calciatori Under 19.

In difesa ci sono due nomi da tenere in considerazione – spiega Brivio – Riccardo Marchizza della Roma, un ottimo mancino dotato di fisico possente destinato a far parlare di sè nell’immediato futuro, e Giuseppe Scalera del Bari, mentre Andres Llamas Acuna del Milan sembra essersi un po’ perso dopo aver impressionato in Under 17 e Under 18 rossoneri e staff azzurro“. Ma è soprattutto a centrocampo che l’attuale U19 sta dando segnali importanti, come conferma lo stesso Brivio: “Tra tutti spicca Filippo Melegoni dell’Atalanta, classe ’99, centrocampista dai piedi buoni in grado sia di ricoprire il ruolo di regista che di mezzala. Anche lui sembra proiettato verso la A. Un altro nome è quello di Simone Lo Faso, trequartista del Palermo che, nel 4-3-3, viene impiegato come esterno d’attacco.  Anche Luca Zanimacchia del Genoa è un centrocampista offensivo interessante, anche se i primi due sembrano essere più avanti. Senza trascurare, poi, i due giallorossi Alessandro Bordin e Davide Frattesi che per la giovane età hanno già lasciato intravvedere qualità importanti. Sbagliano raramente le partite, sono abbastanza mentalizzati, essendo abituati a giocare con De Rossi in Youth League. Così come stanno crescendo Giulio Maggiore dello Spezia, impiegato titolare in Coppa Italia contro il Napoli, e Matteo Gabbia del Milan, dotato di un gran fisico capace sia di giocare da difensore centrale, anche se è un po’ lento, sia da centrocampista, e molto bravo negli inserimenti sui calci piazzati”.

L’analisi di Brivio si chiude in attacco: “Comincio da uno miei pupilli Patrick Cutrone, centravanti del Milan, forte fisicamente e con un eccezionale senso del gol. Sa segnare di destro, di sinistro, di testa, è un giocatore completo. Quest’anno sarebbe dovuto andare in prestito per iniziare la carriera da professionista. Poi c’è Marco Tumminello della Roma che ha vinto lo scudetto Allievi due anni fa. Una prima punta classica con un carattere da limare. Infine, Simone Mazzocchi dell’Atalanta, che, nonostante la giovane età, è un giocatore generoso che gioca per la squadra. Dei tre, però, Cutrone ha qualcosa in più”.

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