Alex Meret raccontato dal nonno Edo Vissa

“L’ho visto solo una volta dal vivo – racconta al Messaggero Veneto il nonno del giovane portiere friulano – mi bastò per capire che era bravo”

di Redazione

Edo Vissa, nonno del giovane gioiello friulano che piace tanto alla Juventus, svela ai microfoni del Messaggero Veneto alcuni particolari sul nipote e sul suo futuro:

 “L’ho visto giocare una sola volta dal vivo a Porpetto con i Giovanissimi dell’Udinese e mi è bastato per dire: ‘questo è bravo’. Quella di portiere è una vocazione. Alex era piccolo quando nella sua casa di Flambruzzo giocava in cortile tirando la palla sul muro e tuffandosi per riprenderla. In famiglia giocava anche mio figlio Mauro: nel ’75 a 19 anni fece due provini con il Milan, ma era troppo vecchio per la Beretti e troppo giovane per la prima squadra. Poi è incappato in due infortuni alla spalla e si è messo a fare il preparatore dei portieri. Il calcio lo guardo, meglio se gioca mio nipote. Che emozione saperlo convocato in Nazionale maggiore. Sarebbe bello se giocasse con l’Olanda, ci spero. Il giudizio che Buffon ha dato di Alex è importante, mi inorgoglisce. Mio nipote viene spesso a trovarmi: gli auguro solo tanta salute e un po’ di fortuna, i mezzi ha già dimostrato di averli. Uno come lui non si monterà la testa, il ragazzo è serio. Mia figlia ha fatto il suo: per dieci anni lo ha portato su e giù per gli allenamenti, non ne saltava uno. Futuro? Alla Spal sta benissimo, ma prima di andare in un grosso club vuole fare un anno all’Udinese”.

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