Calcio e Covid, quando il pallone ha paura

Il direttore dell’area tecnica dell’Udinese Pierpaolo Marino aveva messo in guardia: “La mia preoccupazione principale resta sempre rivolta alla prossima stagione”

di Redazione

Avete presente quando nei film il buono spara al cattivo, questo stramazza a terra e pare proprio morto, ma, girate le spalle, lui si rialza e prova a farvi fuori ancora una volta? Ecco, questo è il Covid (il cattivo ovviamente). Sembrava ormai che il peggio fosse passato, e invece siamo ancora qui in attesa di poter tornare a respirare. E in apnea è anche il mondo del calcio, ripiombato in pochi giorni nella crisi del marzo scorso. Le voci di nuovi contagi si levano sempre più numerose, Young (Inter) e Gunter (Verona) gli ultimi caduti. Un Genoa dal volto  irriconoscibile annuncia tre negativi (Marchetti, Perin e Radovanovic), ma ha ancora 14 giocatori ai box, il che getta forti perplessità su quella che sarà la reale scala della competitività delle squadre. Anche l’Udinese ha un positivo. Non è dato da sapere chi sia, nel consueto riserbo bianconero, ma ormai le mani del Covid si sono insinuate anche in una società sempre ligia ai protocolli. E l’odissea Juventus-Napoli getta i club nell’ansia di subire rinvii su rinvii con la conseguenza di ritrovarsi a giocare in maniera congestionata in ristretti periodi di tempo. Insomma, una bella gatta da pelare per la Federazione, a cui tocca ora decidere sul da farsi per chiudere alla meno peggio il campionato, considerando che un secondo stop causa Covid sarebbe un disastro per un movimento già in crisi – e il crollo del volume finanziario del mercato estivo ne è stata la prova -, anche se c’è da dire che finora il calcio ha vissuto in una bolla speculativa. A proposito di ‘bolle’, quella in stile NBA proposta per il calcio italiano non è molto gradita agli addetti ai lavori, per questo motivo si fa sempre più concreta la decisione di ricorrere ai play-off per terminare il campionato usando la (probabile) migliore combinazione tra equità e minor rischi possibili.

Il direttore dell’area tecnica dell’Udinese Pierpaolo Marino aveva più volte messo in guardia sul fatto che le cose non si sarebbero risolte a chiusura del campionato 2019/20, anzi, da quel momento in poi le difficoltà sarebbero state addirittura maggiori:La mia preoccupazione principale resta sempre rivolta alla prossima stagione: con quali modalità si svolgerà? Sarà una partita ancora più delicata in termini economico finanziari, per quanto sia giusto perseguire l’obiettivo di salvare anche questo campionato. La prossima stagione sarà per forza di cose molto compressa”.

 

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