Collina: “Var supporto per le decisioni. Speriamo che il COVID 19 abbassi le proteste”

Il presidente della Commissione Arbitri della FIFA ed ex fischietto della Serie A, Pierluigi Collina ha parlato dei cambiamenti del calcio post COVID-19 e dell’utilizzo della VAR

di Redazione

Il presidente della Commissione Arbitri della FIFA ed ex fischietto della Serie A, Pierluigi Collina ha parlato dei cambiamenti del calcio post COVID-19 e dell’utilizzo della VAR. Queste le sue parole al Corriere della Sera: “Speriamo che il non protestare più sia un cambiamento positivo che il Covid-19 ci lascerà in eredità. Ma come per altre situazioni, ad esempio esultare abbracciandosi dopo un gol, si tratta più di un messaggio da dare all’esterno che evitare un rischio reale. Il calcio è uno sport fatto di contatti, impossibile impedirli. Tutti i protagonisti della partita saranno soggetti a rigidi controlli e questo speriamo sia sufficiente“.

Porte chiuse e cambiamenti del mondo del calcio
Il pubblico non condiziona l’arbitro o non dovrebbe. Comunque non sono gli 80 mila spettatori a influenzarti, per me erano peggio i 200 tifosi nei campi di periferia dove non c’era protezione. Modifiche? Non sono modifiche vere e proprie, piuttosto chiarimenti. Sul fallo di mano è stata definita la linea di confine tra braccio e spalla. Penso sia applicabile da subito. Anche l’immediatezza del gol segnato o dell’occasione da rete creata dopo un fallo di mano dell’attaccante è definita meglio. Cinque sostituzioni? Un cambiamento temporaneo per proteggere la salute dei calciatori che giocheranno più spesso. Per la Goal line technology si parla di millimetri. Nella Var interviene la componente umana e quindi c’è un margine di errore. Se le immagini mostrano qualcosa di certo (fuorigioco, fallo dentro o fuori area) vanno usate, altrimenti vale la decisione del campo“.

Origine della Var
Lo spiega il volto dell’IFAB, considerato tra i migliori fischietti della storia: “La Var nasce per aiutare l’arbitro in decisioni cruciali, non per riarbitrare la partita. Nessuno ha mai pensato di rivedere tutto, i match sarebbero eterni. Si è iniziato a parlare di Var nel novembre 2014, in cinque anni e mezzo siamo passati da zero ad avere la Var in tutte le più importanti competizioni. Il processo è ancora in fase miglioramento e anche di comprensione, da parte di chi è cresciuto con il modus operandi di prendere la decisione finale e difenderla. Arbitri teleguidati? Qualcuno all’inizio voleva solo dirgli via microfono fai questo e quello. Alla fine sarebbe come avere un joystick e manovrarlo dall’esterno: così gli si toglie il ruolo di decisore finale, non va bene“.

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