Coronavirus, Carraro: “Le partite devono essere giocate. Porte chiuse? Una possibilità”

Coronavirus, Carraro: “Le partite devono essere giocate. Porte chiuse? Una possibilità”

L’ex presidente della FIGC e del CONI Franco Carraro ha parlato dell’emergenza Coronavirus che si sta ripercuotendo sul calcio italiano

di Redazione
Carraro

L’ex presidente del CONI e della FIGC, Franco Carraro ha affrontato il tema relativo all’emergenza che sta colpendo l’Italia, il Coronavirus. Il virus proveniente dalla Cina sta colpendo il nord dello stivale mettendo a rischio il regolare proseguimento dei campionati di calcio e non solo. Il mondo dello sport dunque si trova a fare i conti con un possibile stop delle manifestazioni sportive. Carraro ha parlato della questione nella trasmissione radiofonica Radio Anch’io lo Sport, in onda su Radio Uno Rai. Queste le sue parole: “La questione è semplice, fino a venerdì l’Italia pensava di essere a posto con la prevenzione, poi è scoppiato il caos. Le decisioni verranno prese dalle autorità di governo insieme a Regioni e Sindaci. Il momento è delicato, su questo non c’è dubbio, e il mondo dello sport non può pensare di non essere toccato da questo fenomeno“.

Qual è la soluzione migliore per le partite? Porte chiuse oppure no?
Io stabilirei che le gare vengano disputate regolarmente, poi entro 48 ore si deve decidere se giocarle a porte aperte o a porte chiuse. La regolarità del campionato, in caso di rinvii, sarebbe minata. Togliere il pubblico sarebbe come togliere una parte dello spettacolo e la squadra di casa sarebbe svantaggiata, ma penso che sia il male minore. Faccio anche un’ultima ipotesi: nel caso di partite a porte chiuse le autorità sportive potrebbero parlare con chi detiente i diritti sportivi per mandare degli highlights, per permettere anche a chi non ha gli abbonamenti alle pay tv di poter stare a casa e seguire le partite“.

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