Filippo Inzaghi ha ancora una chance e il Milan punta ad arrivare in fondo con lui. Un nuovo passo falso sabato contro il Cagliari terzultimo a San Siro, però, rischia di anticipare di un paio di mesi l'epilogo della sua turbolenta avventura sulla panchina del Milan. Questa è in sostanza la linea del club che spera fino in fondo di evitare il terzo cambio in panchina in poco più di un anno ma quel punto sarebbe quasi costretto all'esonero più volte evitato e sfrutterebbe la sosta per gli impegni delle nazionali per avviare la transizione. Cristian Brocchi é pronto alla promozione dalla Primavera alla prima squadra, e la traghetterebbe fino al termine della stagione, quando il Milan sceglierà un allenatore con cui provare a rifondare, possibilmente con l'aiuto di nuovi soci. Da Maurizio Sarri a Vincenzo Montella, passando per Antonio Conte e Roberto Donadoni, sono diverse le candidature che resistono per la panchina rossonera. Di certo il club per il futuro vuole puntare su un allenatore di esperienza dopo essersi scottato con due debuttanti. In attesa di giocarsi l'ennesima chance contro il Cagliari (potendo probabilmente contare su De Jong), la serata di Firenze ha dato un altro duro colpo alle ambizioni di Inzaghi, che fino a sette minuti dal termine assaporava il primo successo in trasferta dopo cinque mesi. Si era anche visto qualche sprazzo di gioco come non capitava da tempo, poteva essere la svolta. Invece nel momento cruciale sono mancate idee ed energie. E il volto impietrito dell'allenatore dopo il secondo gol della Fiorentina poco prima del 90' ha invece lasciato quasi un senso di impotenza, mentre qualche scelta, fra cui la sostituzione di Honda con Cerci quando il Milan in vantaggio è stata discutibile quanto quella di Pazzini con Bocchetti contro il Verona una settimana prima. Adriano Galliani nei giorni scorsi aveva esortato l'ambiente a dimenticare lo choc della rimonta subita contro l'Hellas, ma l'auspicio dell'ad rossonero è stato puntualmente smentito. E il Milan a Firenze è riuscito a fare peggio. "Ci siamo abbassati troppo e abbiamo provato a salire con la difesa, ma poi c'è stata mancanza di fiducia e un po' di paura per il gol preso contro il Verona allo scadere", ha ammesso Philippe Mexes, che minimizza i problemi della difesa ("Subire 4 gol in 2 partite dare l'idea che siamo in difficoltà, ma non è la sensazione che abbiamo in campo") e crede ancora alla qualificazione all'Europa League nonostante la miseria dei 10 punti conquistati nelle 11 giornate del 2015: "Sì, è il primo obiettivo, il Milan non può stare fuori dall'Europa".
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