Lo chiamano 'miracolo Chievo': alt! I veneti sono una splendida realtà della provincia italiana, ma un miracolo è ben altra cosa. La salvezza virtualmente acquisita dalla compagine di Rolando Maran sta inondando i giornali, che con enfasi sottolineano quanto fatto dai 'muli volanti'. Sicuramente è un obiettivo importante quello raggiunto, ma va anche detto che mai come quest'anno il campionato è stato 'spaccato' tra le squadre di testa e quelle che da tempo navigano tra gli ultimi posti.
I clivensi dopo un avvio stentato, hanno trovato la scossa con l'avvento proprio di Maran che ha messo ordine in spogliatoio prima che in campo: con la perdita dello storico direttore sportivo, Sartori, la squadra di Campedelli ha perso molto. Non solo in chiave mercato, ma nella quotidianità. Il compito di un direttore sportivo, qualcuno se lo dimentica, è anche e soprattutto quello di stare accanto alla squadra, ottemperare i bisogni di tutti, cercare di mediare se necessario. Il contraccolpo dovuto alla partenza di Sartori si è materializzato fin dalle prime giornate, quando il Chievo ha faticato non poco con cinque sconfitte e un pari nelle prime sei gare. Tutto il girone d'andata è stato difficile, poi il ritorno ha fatto sì che la squadra abbia trovato qualche risultato importante (la vittoria su Samp e Genoa, i pareggi con Milan e Roma) che hanno dato fiducia a tutti. Contemporaneamente Cesena, Cagliari e lo spacciato Parma non hanno saputo fare nulla, il Chievo dunque si è trovato a mantenere una marcia salvezza in un torneo dove la media per raggiungere l'obiettivo si sta andando ridimensionando partita dopo partita. Contro l'Udinese il Chievo (ora a 32 punti) ha come obiettivo superare proprio in classifica i bianconeri per poi cercare di chiudere al meglio l'annata. Mancheranno Pozzi e Mattiello, che comunque non avevano trovato posto ultimamente nell'undici titolare. Maran non cambierà di certo il suo 4-4-2, il 'modulo dei poveri'. E' lo schieramento, infatti, di chi non può permettersi materiale tecnico di valore, per cui opta per l'ordine e la disciplina. In fondo questa è la base proprio dei successi gialloblù: uno per tutti, tutti per uno è il motto. Nessun fronzolo in campo, ma il vecchio, caro modo di interpretare il calcio. Dainelli e Bostjian sono i due centrali difensivi: non sempre precisi, vanno in difficoltà specie se presi in velocità. Punte veloci e penetranti possono creare non pochi problemi. La difesa a quattro, si completa con i terzini, Frey e Zukanovic: il primo è decisamente l'uomo migliore del reparto, uno che offre spinta e inserimenti, oltre che un buon apporto in fase di interdizione. Dalla sua parte dovrebbe agire Giovanni Pasquale, che nell'eventuale centrocampo a cinque avrà il compito di 'tenerlo basso'. Se Strama dovesse optare, invece, per la difesa a quattro, dovrà essere compito di un trequartista (Kone?) andare a pressarlo, visto che l'azione parte spesso proprio da lui. 
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