Marelli: “In Fiorentina-Udinese ci sono un paio di sviste di Prontera”

Marelli: “In Fiorentina-Udinese ci sono un paio di sviste di Prontera”

L’ex arbitro, autore di un seguitissimo blog, esamina la prestazione del fischietto Prontera, al debutto in Serie A, nella partita Fiorentina-Udinese

di Redazione

“ll buon inizio di stagione in Serie B ha convinto Morganti a proporlo per un esordio non proprio banale in una gara che offriva molti spunti anche di classifica (per quanto il campionato sia “giovanissimo”). Nel complesso non mi è dispiaciuto, le qualità ci sono, ma non possono essere sottaciuti un paio di sviste sulle quali dovrà riflettere molto, soprattutto per acquisire una sicurezza tecnica che si è vista solo a tratti.

Al minuto 38 l’Udinese si porta in vantaggio con una rete di Nestorovski  che devia in rete una sponda di Opoku. Prontera convalida la rete. Calvarese richiama il collega per un tocco di mano molto evidente del difensore dell’Udinese. La posizione è eccellente e ciò vale come aggravante per quel che vedrà solo dopo “on field review“.
Il fallo di mano  è involontario ma certamente punibile come da nuova regolamentazione sugli episodi che portano alla segnatura di una rete, è incomprensibile però il fatto che Prontera sia rimasto davanti al monitor per quasi un minuto: che doveva valutare?
In casi del genere un arbitro (qualsiasi arbitro) deve guardare le immagini, prendere atto dell’errore commesso e decidere in pochi secondi. Inutile trattenersi per assumere una decisione pressoché scontata.

Al 73esimo minuto l’errore, dal punto di vista arbitrale, più evidente. Ribery controlla il pallone sulla propria trequarti e cade a terra dopo un contrasto con Opoku:

La criticità di questa decisione non è tanto il contatto (il giallo ci sta abbondantemente anche se non c’è contatto) ma la mancata concessione della norma del vantaggio:

Chiesa, ricevuto il pallone dallo stesso Ribery, è lanciato in contropiede con decine di metri di campo aperto davanti a sé. Prontera interrompe il gioco ed ammonisce Opoku. La decisione disciplinare, come scritto precedentemente, ci sta tutta ma doveva essere comminata alla fine dell’azione, concedendo la (oggettivamente facile) norma del vantaggio”.

FONTE https://www.lucamarelli.it/

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