Primo nella classifica del 2015. E forse anche in quella dei rimpianti. Napoli-show: la parentesi introduttiva del nuovo anno dice proprio questo. E sono numeri: 12 punti per i Rafa boys, 11 per la Juve padrona d'Italia e per il Toro di Ventura, 8 per la Fiorentina, 7 per la Roma inseguitrice in crisi e così via. Chiaro il concetto? Non ce n'è stato per nessuno, da quando ha cominciato a soffiare il vento del Golfo. Per nessuno o quasi: perché l'unica sconfitta, tra l'altro contestatissima, è arrivata con la Juve (1-3 domenica 11 gennaio al San Paolo). Poi, stop: marcia trionfale della squadra azzurra, in campionato e in Coppa Italia. E nelle statistiche individuali: il capocannoniere del nuovo anno, nonché primo inseguitore di Tevez, è Gonzalo Higuain. Il profeta del (nuovo) Napoli. Una doppietta a Cesena, il gol decisivo in casa della Lazio e altre due reti pesanti nel posticipo di lunedì 26 gennaio contro il Genoa.
VECCHIO TABU'. E allora, il mese azzurro: poker di vittorie e 12 punti collezionati dal 6 gennaio a oggi. Dal 4-1 di Cesena al 2-1 di Verona con il Chievo. Uno, due e tris con la Lazio a Roma: le chiamano trasferte, sembrano viaggi premio. Napoli con la benda del corsaro, come dicevano una volta, ma anche azzurri che al San Paolo e fuori hanno ritrovato la strada maestra con gli spauracchi e i tabù di sempre: regolato il Genoa e messi a tacere anche Cesena e Chievo. Addio bestie nere e grigie. E dunque le avversarie che, pur essendo meno dotate tecnicamente, a conti fatti hanno ostacolato la corsa verso lo scudetto: le sconfitte con Chievo e Udinese, e i pareggi con Palermo, Empoli, Atalanta e Cagliari dell'andata sono il macigno che ancora oggi pesa sul Napoli come il mondo sulle spalle di Atlante.

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LA CONTINUITA'. Ecco perché la squadra di Benitez, oltre a essere la prima della classe del 2015 è anche la reginetta del ballo dei rimpianti: si mangiano le mano in tanti, da queste parti. E anche a giusta ragione, verrebbe da dire. Sempre da queste parti, però, si dice anche che è meglio scordare il passato, a prescindere da chi ha avuto e chi ha dato, e allora via a godere delle parole di Rafa: "Siamo in corsa su tre fronti e questo ci dà forza e fiducia". Sulla scia della filosofia del: "Mai dire mai". Già, con la Roma avanti di soli 4 punti e in preda a qualsiasi tipo di problema, il secondo posto non è più un miraggio. "Senza limiti". Fermo restando che un altro "mai" va tenuto ben presente: mai abbassare la guardia. Soprattutto considerando che le prossime due partite offrono le sfide con l'Udinese (domani a Fuorigrotta) e il Palermo (sabato prossimo in Sicilia): due esami di laurea. Preparare e discutere la tesi, please.

L'EQUAZIONE. La storia recente, comunque, infonde fiducia: quattro vittorie in campionato e due turni di Coppa Italia passati all'ultimo respiro (ai rigori contro l’Udinese di Stramaccioni e in pieno recupero mercoledì scorso contro la rinnovata Inter di Mancini). Senza mollare un centimetro. Gagliardi e tosti. E ora? Bis in campionato con i friulani, dicevamo, e poi trasferta siciliana; prima di Europa League con il Trabzonspor (giovedì 19), Sassuolo in Monday Night (il 23) e chiusura europea giovedì 26 con il ritorno dei sedicesimi. Un rompicapo per campioni. Per gente come Higuain: è a lui, alla sua fame, ai suoi colpi e ai suoi gol che il Napoli si affida. E non è un caso che da quando il Pipita s'è messo a fare più seriamente di sul serio, con 6 reti e un rigore decisivo in coppa, siano arrivati risultati su risultati. Equazione perfetta. La matematica non è un'opinione.

Corriere dello Sport

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