Questa stagione, al di là di chi vincerà il campionato, ha messo in evidenza un vero e proprio dramma sportivo che non può più essere sottovalutato e che ancora non si sa con precisione come potrà evolversi: il Parma, infatti, è ormai sempre più vicino alla retrocessione in serie B, ma nemmeno la nuova proprietà è stata in grado di risolvere il problema dei mancati stipendi che resiste ormai da sette mesi. A risentire di questo problema non sono però solo i giocatori, che ormai non nascondono più la propria sofferenza, ma anche i tanti dipendenti che quotidianamente sono a contatto con una realtà che fino a qualche anno fa sognava di primeggiare e che lo scorso anno si era addirittura qualificata all'Europa League.

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Il passaggio di proprietà da Ghirardi alla presidenza di Ermir Kodra, uomo di Rezart Taçi e della famigerata Taçi Oil, una delle aziende per cui lo Stato albanese ha chiesto il fallimento per evasione fiscale non fa che gettare ulteriori nubi su una situazione che lascia davvero tristi soprattutto perchè la rosa non sembra essere così inferiore alle altre e meriterebbe quindi di stare in ben altre posizioni di classifica. Il mercato ovviamente non poteva che portare ulteriore desolazione, ma anzi siamo ormai vicini alla smobilitazione di massa: sono nove i giocatori ceduti, Acquah, Cordaz, Ristovski, De Ceglie, Bidaoui, Paletta, Lucas Souza, Rispoli, Pozzi, quest'ultimo addirittura in prestito con diritto di riscatto a mille euro, a cui devono aggiungersi Cassano e Felipe che hanno scelto la rescissione del contratto.

Il prossimo termine è fissato per il prossimo 16 febbraio: se non arriveranno i pagamenti in quella data quasi certamente tutti i giocatori chiederanno la messa in mora del club, anche se l'amarezza sarà ancora più forte con il rischio di porre fine, questa volta definitivamente, a quella che era una vera favola italiana.

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