Il Parma gioca. In una situazione paradossale come quella della società crociata la notizia, che dovrebbe sembrare scontata quando si parla di una squadra di calcio, è l'unica positiva arrivata negli ultimi mesi. Domani alle 15, al Tardini, la sfida fra Parma e Atalanta andrà regolarmente in scena, a differenza delle ultime due, la prima saltata perché non c'erano i soldi per pagare gli steward, la seconda perché i giocatori si rifiutarono di andare in trasferta a Genova senza le necessarie garanzie. Adesso le garanzie sono arrivate, almeno quelle che servono al Parma per arrivare a fine anno in maniera dignitosa, grazie allo stanziamento della Lega calcio. Nel frattempo dovrebbe arrivare il fallimento e forse si capirà se il Parma (ormai con zero speranze di salvezza) riuscirà a ripartire dalla B o se sprofonderà fra i dilettanti. La partita di domani, contro una squadra motivata e scossa dal cambio dell'allenatore, è avvolta da una strana atmosfera, con i risultati sportivi che passano quasi in secondo piano. "Adesso - ha detto l'allenatore Roberto Donadoni - noi abbiamo tutti i timori possibili, fuorché quello di affrontare undici avversari: questo è l'aspetto più bello, noi vogliamo dimostrare le nostre capacità. Vogliamo arrivare alla fine del campionato con la dignità che questa squadra ha dimostrato fino ad oggi". Tuttavia, ha precisato Donadoni, è difficile pensare a cosa avverrà da lunedì. "Noi andiamo avanti giorno dopo giorno - ha detto - non possiamo pensare a cosa avverrà più in avanti". Anche perché, nonostante la professionalità dei suoi che Donadoni ha voluto rivendicare, "i giocatori non sono dei robot, hanno sentimenti ed emozioni e non è facile andare in campo e dare il meglio perché la componente psicologica influisce". L'ultima volta che il Parma scese in campo era il 15 febbraio e, in una partita sulla carta senza storia, fermò sullo 0-0 la Roma seconda in classifica all'Olimpico. Donadoni sa che non può pretendere troppo da giocatori che non prendono lo stipendio da sette mesi, ma è certo che alla sua squadra non mancherà quella dignità che serve non solo per rispondere a chi, come l'allenatore del Genoa Gasperini, sostiene che il campionato sia falsato, ma anche per lanciare da Parma una battaglia che riguardi il futuro del calcio italiano. "Bisogna usare la situazione che è capitata al Parma - è il messaggio lanciato da Donadoni - per far sì che casi come il nostro non si ripetano. Il Parma non sta beneficiando di niente: è in una situazione drammatica dalla quale sta cercando di venir fuori con i mezzi che sono possibili. Poi, però, bisogna far sì che il sistema non porti più a situazioni come questa. I tre quarti delle squadre sono indebitate per milioni. Ci vorrà tempo, ma il discorso va affrontato: bisogna mettere dei paletti ed essere rispettosi delle regole che non possono venire puntualmente aggirate o aggiustate, perché sono le cose che portano poi a situazioni come questa".
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