Ripresa Serie A, i punti salienti del protocollo

Dal numero massimo di persone presenti allo stadio all’entrata differita in campo delle squadre: le linee guida del protocollo della Figc per la ripresa del campionato

di Redazione
Resta invariata la norma di legge che prevede la quarantena automatica di almeno due settimane per tutto il gruppo squadra nel caso di positività di un singolo calciatore o membro dello staff. “Tuttavia – si scrive nel testo – sulla base dei dati epidemiologici aggiornati e delle nuove acquisizioni scientifiche, in accordo con le Autorità Sanitarie e Governative, le procedure potranno subire variazioni rispetto a quanto attualmente in vigore”. Un modo per mantenere aperta la possibilità di modifiche nel caso di dati confortanti sulla curva del contagio.
Il numero massimo di persone ammesse allo stadio è 300. Il tutto per le partite di Serie A, perché per Serie B ed eventualmente Serie C si scrive di “un numero proporzionalmente inferiore”. Viene anche specificato che il numero massimo di presenze della squadra ospite “non deve superare le 60 persone” e anche in questo caso, in Serie B e in Serie C viene previsto un numero proporzionalmente inferiore. La norma sulle 300 persone – divise fra le tre aree “Interno Stadio”, “Tribune”, “Esterno Stadio Tv” – potrà essere ritoccata solamente per specifiche indicazioni delle Autorità di Sicurezza.
Ci saranno dei controlli per l’accesso allo stadio per tutte le persone che non appartengono ai due “gruppi squadra”. Bisognerà misurare la temperatura con il termoscanner e l’ossigenazione del sangue con il saturimetro. Ognuno dovrebbe poi produrre un questionario-autocertificazione che attesti di non aver avuto problemi o sintomi riconducibili al Covid-19. Chi avrà più di 37,5 °C “dovrà fare immediato ritorno al proprio domicilio”.
Viene prevista la differenziazione temporale dei percorsi per quanto riguarda le squadre e gli arbitri. Per il riscaldamento la squadra ospite entrerà in campo due minuti prima della squadra di casa, stesso discorso per uscire dal campo. Per l’arrivo in campo per cominciare la partita, gli ospiti entreranno quattro minuti per prima e i padroni di casa tre. Separazione rigida anche per l’antidoping: “Dovranno essere previste due sale distinte per separare i calciatori sorteggiati, con percorsi di accesso separati”.
“Per dialogare con gli ufficiali di gara, i calciatori dovranno rigorosamente rispettare la distanza sociale prevista” (un metro e mezzo). Niente raduni, “ogni arbitro e assistente dovrà soggiornare presso la propria dimora”». C’è un’altra indicazione: «” raccomandato lo spostamento degli arbitri con mezzi privati i proprio; per l’occasione, dovrà essere individuata un’area di parcheggio all’interno dello stadio con un percorso diretto e indipendente per l’accesso agli spogliatoi”. Non ci sarà la verifica dei tesserini e il riconoscimento dei giocatori da parte del Quarto ufficiale di gara.

I test sanitari alla ripresa delle competizioni restano quelli previsti nel protocollo in vigore per gli allenamenti collettivi. Quindi tamponi ogni quattro giorni e test sierologici al “tempo zero” della ripresa e ogni due settimane. Anche in questo caso, però, si specifica che ci potranno essere variazioni “anche per tenere conto delle opportune indicazioni del Cts in merito alla necessità che l’approvvigionamento dei test molecolari per il Gruppo Squadra e gli altri soggetti eventualmente interessati non debba minimamente impattare sulla disponibilità del reagentario da dedicarsi in maniera assoluta ai bisogni sanitari del Paese”.

 

FONTE Gazzetta.it

 

 

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