Pordenone commovente: in 9 resiste al Chievo

Pordenone commovente: in 9 resiste al Chievo

Finisce 1-1 la sfida del Bentegodi: primo punto esterno in Serie B per i neroverdi

di Redazione

Giù il cappello di fronte al Pordenone. Sì, perché può essere unicamente il rispetto il sentimento prevalente verso la squadra di Tesser dopo l’impresa che ha saputo, con cuore e coraggio, materializzare al Bentegodi. Il primo, storico punto in trasferta in Serie B dei neroverdi ha un sapore dolce, dolcissimo. Arriva alla fine di una partita epica, che il Pordenone ha giocato per quasi quaranta minuti in doppia inferiorità numerica. Non è bastata al Chievo (che non vince in casa da nove mesi): nulla ha potuto dinnanzi a un Pordenone eroico, luminoso, coriaceo. Commovente.

Finisce 1-1 il derby triveneto, una partita che ha avuto pagine di colore diverso, legate da un filo conduttore: la capacità, il desiderio, la voglia di non mollare mai del Pordenone. Avanti al 10′ con un bel colpo di testa di Strizzolo – propiziato dalla furbizia di Monachello nel battere rapidamente una punizione che ha permesso l’assist di Chiaretti -, i ramarri hanno subito il pareggio di Djordievic al 9′ della ripresa, una manciata di minuti dopo l’espulsione per doppio giallo dello stesso centravanti. Poi, un soffio più tardi rosso anche per Chiaretti, al quale Massimi sventola il giallo per due volte nell’arco di pochi minuti.

Andranno fatte delle valutazioni sulle decisioni del direttore di gara, e verosimilmente chi è tenuto a svolgerle le farà. Non si possono, però, non dire due cose. Il secondo giallo a Strizzolo è apparso troppo severo; lo stesso vale per la seconda ammonizione a Chiaretti. Due episodi, l’identica sensazione. Unica, uguale come il filo conduttore del match. Sì, perché, rimasto in nove uomini, il Pordenone ha tirato fuori tutto il suo orgoglio, ogni briciola. Lo ha mescolato con la corsa, con la fatica che una squadra che si ritrova in doppia inferiorità numerica è obbligata a fare. Ha gettato il cuore oltre l’ostacolo, teleguidato da Tesser, e ha resistito.

Il Chievo ci ha provato in ogni maniera, Di Gregorio ha compiuto un buon intervento, ma non è stato chiamato agli straordinari, anzi. Un’infinità le palle buttate in area dai gialloblu, ma senza costrutto. E allora, alla fine per il Pordenone è stata festa vera, sincera, figlia di una prestazione maiuscola. Da squadra. Emblematica la faccia di Marcolini al fischio finale: veloce, dentro gli spogliatoi, scuro in volto. Tesser, invece, sorrideva, e ne aveva ragione. Sorridevano tutti, i neroverdi. Eroi, gladiatori: chiamateli come volete, il senso non cambia. Un punto conquistato così vale più di mille vittorie.

 CHIEVOVERONA – PORDENONE 1-1

10′ Strizzolo, 54′ Djordjevic

CHIEVOVERONA (4-3-1-2): Semper; Dickmann, Cesar, Leverbe, Brivio (79′ Pucciarelli); Segre, Esposito, Garritano (59′ Meggiorini); Vignato; Rodriguez, Djordjevic. A disposizione: Pavoni, Nardi, Cotali, Obi, Karamoko, Frey, Bertagnoli, Rovaglia, Rigione, Colley. Allenatore: Marcolini

PORDENONE (4-3-1-2): Di Gregorio; Almici, Camporese, Bassoli, De Agostini; Gavazzi (59′ Vogliacco), Burrai (79′ Zammarini), Pasa; Chiaretti; Strizzolo, Monachello (72′ Ciurria). A disposizione: Jurczak, Ronco, Stefani, Semenzato, Mazzocco, Misuraca, Zanon, Candellone. Allenatore: Tesser

Arbitro Massimi di Termoli, assistenti Fiore e Capone. Quarto uomo Saia.

NOTE: angoli 9-4. Ammoniti: Cesar, Dickmann, Garritano, Strizzolo, Chiaretti, Bassoli. Espulsi: Strizzolo, Chiaretti. Recupero 1′ pt, 6′ st.

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