CALCIO Coronavirus e ripresa: cosa succede in Europa

L’Olanda si è arresa, ma nei restanti campionati c’è la paura di andare verso il disastro economico. L’attuale situazione in Europa

di Redazione

L’Olanda ha annunciato ufficialmente che l’Eredivisie si ferma senza assegnazione del titolo, scatenando ovviamente polemiche a non finire e minacce di ricorsi, ma nei restanti maggiori campionati europei resta la paura di andare verso il disastro economico e quindi più o meno tutti hanno deciso di camminare verso la ripresa tanto più che l’UEFA, dopo le iniziali minacce di escludere dalle coppe europee i club appartenenti ai campionati interrotti, ha rivisto in questo modo le proprie decisioni:

Lo scenario ideale resta quello di completare le competizioni nazionali attualmente sospese, consentendo ai club di qualificarsi per le competizioni UEFA in base al merito sportivo nel formato originale. Se questo risultato non fosse possibile, in particolare a causa di problemi di calendario, sarebbe preferibile che le competizioni nazionali sospese ricominciassero con un formato diverso, in modo da facilitare comunque le squadre a qualificarsi in base al merito sportivo. Pur facendo tutto il possibile per completare le competizioni nazionali, le Federazioni nazionali e/o le leghe potrebbero avere motivi legittimi per terminare prematuramente le loro competizioni nazionali, in particolare nei seguenti casi:

esistenza di un ordine ufficiale che vieti gli eventi sportivi in modo tale che le competizioni nazionali non possano essere completate prima di una data che consentirebbe di completare la stagione in corso in tempo utile prima che inizi la stagione successiva.

insormontabili problemi economici che renderebbero impossibile la conclusione della stagione perché metterebbero a rischio la stabilità finanziaria a lungo termine della competizione nazionale e/o dei club.

Se una competizione nazionale viene prematuramente interrotta per motivi legittimi in conformità con le condizioni di cui sopra, la UEFA richiederebbe alla Federazione Nazionale interessata di scegliere le squadre per le competizioni UEFA per club 2020/21 in base al merito sportivo nelle competizioni nazionali 2019/20.

Ad oggi lo scenario nei principali campionati europei, in attesa delle imminenti decisioni governative che dovrebbero mettere l’ultima parola sulla ripresa della stagione, si presenta così:

SERIE A

A seguito delle nuove disposizioni annunciate da Conte, gli allenamenti individuali nei centri sportivi verranno consentiti  a partire dal 4 maggio, quelli di squadra dal 18, mentre c’è ancora grande incertezza sulla data per la ripresa del campionato. Intanto in Lega Calcio hanno studiato ipotesi di ripartenza della Serie A con il 14 giugno come data ultima o, in alternativa, si potrebbe riprendere anche il 21 giugno, sacrificando la Coppa Italia.

Dopo il fronte compatto del si in Assemblea di Lega, sono tornate a levarsi le voci dei contrari: Cellino ha esplicitamente detto che il campionato sarebbe falsato e che riprendere è una follia, Ferrero invece non vuole mandare per un altro mese in ritiro i giocatori senza famiglia dopo quasi due mesi passati in quarantena. Gli scienziati del comitato scientifico sembrano indirizzati verso il no al ritorno in campo ma alla fine l’ultima parola spetterà al Governo.

BUNDESLIGA

La Bundesliga è pronta a ripartire. Secondo i giornali tedeschi, infatti, il campionato potrebbe riprendere il 9 maggio. Se l’ipotesi dovesse essere confermata la Bundesliga sarebbe il primo dei cinque grandi campionati a tornare in campo.

In caso di ripresa, come riferisce Der Spiegel, il Ministero del Lavoro della Germania ha emesso delle direttive in materia di sicurezza in cui, fra le altre cose, raccomanda ai calciatori di giocare con la mascherina per proteggersi dai rischi di contagio.

La mascherina dovrebbe essere fatta in modo «da non scivolare dal viso in caso di scatti veloci, colpi di testa e contrasti di gioco», per cui se a un giocatore cade la mascherina durante un’azione, questa dovrebbe essere immediatamente interrotta dall’arbitro. Raccomandazione che ha suscitato un certo scetticismo nell’ambiente data la difficile gestibilità della cosa in campo. Una decisione definitiva al riguardo dovrebbe essere presa giovedì prossimo, 30 aprile.

PREMIER LEAGUE

Secondo il Sun è oramai certo che la Premier riprenderà tra “qualche settimana” e molti match “saranno trasmessi in chiaro in tv”, sulla base delle seguenti linee guida:

Calciatori con le mascherine in più autobus verso lo stadio, panchina e staff separati a due metri ciascuno, le due squadre con un accesso in campo disgiunto, ogni giocatore dovrà portarsi cibo e bevande da casa, ogni club avrà almeno 3 spogliatoi (per stare larghi) e docce post match in piccoli gruppi oppure ci si laverà direttamente a casa.  A seguire niente affollate “zone miste” con i giornalisti, conferenze stampa virtuali con gli allenatori.

Gli stadi, ovviamente a porte chiuse, ospiteranno un massimo di trecento persone, dai dirigenti agli operatori sanitari e tutti coloro che vi metteranno piede dovranno superare test tampone e temperatura. Le porte della struttura, elenca ancora il “Sun”, dovranno essere aperte il più possibile, sia per far arieggiare gli ambienti sia per evitare di toccare maniglie. Ovviamente, i gel igienizzanti per le mani saranno presenti in ogni angolo dello stadio.

Secondo il Times in base al piano ‘Project Restart’ la Premier potrebbe riprendere riprendere la stagione il prossimo 8 giugno, a porte chiuse, per concluderla il 27 luglio.

LIGUE 1

Attraverso il proprio sito ufficiale, la Fédération Française de Football ha reso noto il protocollo medico che dovranno osservare tutti i tesserati per il ritorno in campo. Il protocollo prevede che i giocatori tornino nei rispettivi centri di allenamento l’11 maggio per sottoporsi ai test cardiologici, virologici e psicologici. Inoltre per metà maggio è fissata anche l’assemblea di Lega che potrebbe fornire ulteriori informazioni sulla ripresa della Ligue1. In ogni caso la ripresa non avverrà molto probabilmente prima del 3 giugno.

LIGA

Allenamenti individuali dal 27 aprile, in gruppetti dall’11 maggio e normali sessioni di allenamento dal 18 o dal 25 maggio: queste le proposte contenute in un documento del consiglio superiore dello sport di Spagna, organizzazione governativa, indirizzato al ministero della sanità, per accelerare la ripresa del campionato di calcio, caldamente consigliata considerati “i benefici politici” che si avrebbero dal ritorno del campionato: “Il calcio migliorerebbe “la reputazione della Spagna, ricordando che i due marchi spagnoli più noti a livello internazionale sono il Real Madrid e il Barcellona. Allo stesso modo l’individuazione di protocolli di sicurezza ci metterebbe all’avanguardia nel campo della sanità sportiva“. Senza contare l’impatto economico: “Il calcio vale ll’1,4% del pil spagnolo e gli atleti vanno dunque considerati “un bene nazionale“, che genera 185mila posti di lavoro diretti e indiretti”.

Javier Tebas presidente della Liga, ha dichiarato al Mundo Deportivo:

“Al momento non contempliamo lo scenario di non finire la competizione. Sono convinto che prima o poi LaLiga e LaLiga Smartbank saranno completate, è su questo che ci concentriamo. Ci saranno promozioni e retrocessioni in caso di cancellazione per cause di forza maggiore. Cosa succede se i club si rifiutano di giocare? La decisione di uno può danneggiare tutti, se una squadra rifiuta di giocare, si applicheranno le regole. Questa è un’industria che genera l’1,3 del PIL e 180.000 posti di lavoro, è necessario essere solidali e non cercare l’interesse di ciascuno”.

L’ipotesi più ottimistica è quella che la Liga possa ripartire il 29 maggio ma ad oggi appare più probabile che si torni a giocare tra la prima e la seconda settimana di giugno. L’ultima data disponibile per ricominciare, secondo le parole del presidente Tebas, è quella del 28 giugno.

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