Di Natale: “Proposta Juve? Chiamai la famiglia Pozzo e la questione si chiuse in due minuti”

Antonio Di Natale si racconta  ai microfoni di Sky Sport

di Redazione

Antonio Di Natale si racconta  ai microfoni di Sky Sport:

“Cosa ho provato quando ho smesso? Diciamo che sono stato provato. Sei mesi prima del ritiro ho capito che era giusto smettere. Averlo capito mi ha aiutato molto nel passo decisivo”. “Giocando con una big avrei fatto più gol? Ho giocato tanto, a 26-27 anni ho vinto un campionato a Empoli e sono andato in Serie A. Io ho fatto una cosa che negli ultimi dieci anni è difficile da fare superando Baggio”.

Udinese? Mi chiamò Spalletti, mister che conoscevo con Domenichini, la famiglia Pozzo poi mi fece una telefonata e dissi subito di sì perché la mia parola vale più di un contratto. Anche se ho guadagnato meno, ho fatto la scelta giusta”. “Mai alla Juventus? Io sono sempre stato così. Le scelte che faccio le faccio col cuore e con la testa senza guardare ai soldi. Lì c’erano tanti soldi, una società importante come la Juve. Fui chiamato dal mio procuratore e mi ha detto che c’era questa possibilità di andare alla Juve. Io lo ringraziai, ringraziai la Juve però la mia idea era di rimanere a Udine. Mi sentivo uno di loro e mi sarebbe piaciuto finire la carriera lì. Chiamai la famiglia Pozzo e la questione si chiuse in due minuti”.

Mai alla Juventus ma neppure nella sua Napoli: “Giocare nella mia città per me è un peso. Sei di Napoli e se le cose vanno male la gente ti conosce, c’è la mia famiglia…Io tifo Napoli, qualcuno ha avuto coraggio e altri no. Io sono uno di quelli”, ha concluso Di Natale.

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