Ex Udinese, ancora guai per Pablo Armero

Il giocatore, a bordo di un Ford Explorer, ha ignorato il segnale di stop ad un posto di blocco: fermato da un’auto di pattuglia si è rifiutato di sottoporsi all’etilometro, quindi è stato trasferito alla stazione di polizia

di Redazione

Ancora guai per l’ex Udinese Pablo Armero, il bad boy che ha vestito la maglia bianconera per 76 partite, famoso più per le sue bravate che per le prestazioni in campo.

Il colombiano è stato arrestato questa domenica alla periferia di Cali per aver guidato in apparente stato di ebbrezza. Gli agenti di polizia hanno spiegato che il giocatore era a bordo di un Ford Explorer ed ha ignorato il segnale di stop ad un posto di blocco, quindi, fermato da un’auto di pattuglia e rifiutatosi di sottoporsi all’etilometro, è stato trasferito alla stazione La Voragine.

Minia – come lo chiamano i suoi amici – nel dicembre 2011, in compagnia di una ragazza rumena, fu fermato a Udine dai carabinieri verso i quali inveì rifiutando anche in quella occasione l’alcoltest. La giovane cercò di sistemare la faccenda offrendo 50 euro. Furono entrambi denunciati.

Nel 2015, invece, quando era del Flamengo, fu sorpreso da moglie, figli e suocero in compagnia di due squillo. Solo un anno dopo l’arresto da parte della polizia di Miami nel maggio 2016 a seguito della denuncia della moglie María Elena Bazán per violenza domestica. L’immagine di Armero “in pigiama arancione” aveva fatto il giro del mondo Armero in tuta arancione.

Nel dicembre dello stesso anno chiudeva l’avventura all’Udinese con una litigata sull’aereo che lo stava riportando in Sudamerica. A pubblicare il video di Armero che si scaglia contro uno dei passeggeri  sono stati alcuni passeggeri, mentre altri ne chiedevano lo sbarco immediato.

Nel 2018 José Pékerman decise di dargli una ulteriore possibilità richiamandolo nella nazionale colombiana, ma di nuovo lo scandalo: il giocatore, completamente ubriaco, si presentò in condizioni orribili all’allenamento. L’Alagoano apparve nel 2019 come l’ultimo treno, naufragato nell’alcol anche quello: “Siamo esseri umani e sfortunatamente non ho avuto una seconda possibilità di poter dimostrare il mio valore alla squadra”, disse in quell’occasione.

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