Felipe: “Sognavo di chiudere la mia carriera a Udine, sarebbe stato come un film”

“Ho sempre ringraziato la famiglia Pozzo.  L’Udinese mi ha fatto crescere e permesso di avere tutto quello che ho oggi”

di Redazione

Felipe Dal Bello, svincolato dopo gli ultimi tre anni alla Spal, è pronto nuovamente a rimettersi in gioco e lo racconta in una lunga e interessante intervista di Gabriele Candelori per gianlucadimarzio.com: “Non per forza in Serie A. Cerco il progetto giusto, persone vere che si fidino di me e sappiano quello che posso ancora dare in campo”.

Nel 2015, dopo il fallimento del Parma, Felipe ripartì dalla Seconda Categoria friulana con la Tarcentina: “Quello che ho vissuto a Parma mi ha fatto maturare e cambiare prospettiva. Senza quell’episodio poi non avrei mai vestito la maglia dell’Inter: mia moglie Caterina mi disse di chiamare Cassano. Lui mi rispose: ‘Tranquillo, ho già capito tutto. Dammi giusto qualche minuto’. Il giorno dopo ero all’Inter, lo ringrazierò per tanto tempo”.

Con un pensiero ad un futuro in panchina, Felipe per ora si vede ancora in campo: “Voglio misurarmi qualche altro anno con il calcio giocato: mi sento integro e ho ancora grandi motivazioni”. Manca però la proposta, quella giusta: “Ne ho avute alcune, ma non le ho accettate. Ho preferito aspettare, il mercato quest’anno è strano”.

Oltre 400 partite in carriera, 376 in Serie A e il cuore a Udine: “Ho sempre ringraziato la famiglia Pozzo.  L’Udinese mi ha fatto crescere e permesso di avere tutto quello che ho oggi”.

La sua avventura italiana iniziò grazie ad una partitella in coppia con Manuel Gerolin, all’epoca osservatore dell’Udinese: “Riaprirono la squadra del mio paese, dove aveva giocato anche mio padre. Io avevo solo quindici anni, ma mi permisero ugualmente di fare il provino. Gerolin ci prese al convitto e ci portò al campo. Mi disse: ‘Gioca qui al mio fianco’ e io, che fino ad allora avevo sempre giocato solo a futsal, mi ritrovai difensore centrale. Si era fatto prestare un paio di scarpe e stava morendo, in Brasile era dicembre ed erano le tre di pomeriggio. Faceva un caldo infernale: noi eravamo abituati, lui invece era appena arrivato…”.

In Friuli Felipe sognava di chiudere la sua carriera: Sarebbe stato come un film. Speravo di rimanere, ma il calcio è così. Fu una scelta dolorosa, ma la Spal ha dimostrato di credere ancora di più in me”.

Con l’Udinese, nel 2005, debuttò in Champions League andando anche a rete: “Fu stranissimo, pensai che non poteva esser vero. Un’emozione indimenticabile”.

 

FONTE Intervista di Gabriele Candelori per gianlucadimarzio.com

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