Un ex al giorno: Benatia e la sua scelta di fede (e di campo)

Un ex al giorno: Benatia e la sua scelta di fede (e di campo)

Il difensore col vizio del gol: “Voglio che i miei figli crescano in un ambiente islamico”

di Redazione
I primi a credere in lui gli sono gli scout dell’Udinese, che lo prelevano dal Tours per soli 500.000 euro nel 2007, realizzando due anni più tardi una plusvalenza strepitosa: Benatia sarà infatti ceduto alla Roma per più di 13 milioni di euro, con qualche perplessità tra gli “addetti ai lavori“: Michele Criscitiello, all’epoca,  commentò: “Se la Roma spende tutti quei soldi per Benatia, c’è qualcosa che non va”. Strano commento per un difensore che aveva segnato 7 reti con la maglia dell’Udinese. 

Dopo due anni nella Roma, alla quale regala 5 reti, Benatia si trasferisce al Bayern Monaco con cui vince una Coppa di Germania e due Bundesliga.  La celebre esultanza “a mitraglia” del giocatore viene duramente criticata. Questa la sua risposta: “Il mio non era un messaggio politico o militare. Volevo solo dire che segno un sacco di gol. Non volevo essere aggressivo o ferire la sensibilità di qualcuno ma non ho problemi ad evitare di esultare così”.

Nel 2016 approda alla Juventus in prestito con diritto di riscatto per la cifra di circa 20 milioni di euro. La prima stagione in bianconero non lo vede protagonista, ma dopo l’addio di Bonucci il marocchino diventa una tassello fondamentale per la squadra di Allegri, con il quale però fa fatica ad entrare in sintonia tanto da spingerlo nel gennaio 2019 a lasciare la maglia bianconera.

“A dicembre ero in vacanza a Dubai. Ho parlato con mia moglie e i miei figli, che mi chiedevano sempre: ‘Papà, perché non giochi?’. Mi bruciava dentro, non ero più felice. Ho lasciato una squadra di amici, ai quali sono molto legato. Però avrei voluto dare il mio contributo sul campo. Quando è tornato Bonucci, sono andato dal mister, che mi ha rassicurato dicendo di aver bisogno di me e che ero tra i centrali più forti al mondo. Poi le cose sono cambiate,  ma non c’è nessun problema fra me e lui. Anche al mister auguro sempre il meglio, non guardo mai indietro, a quello che poteva essere e non è stato”. Era anche balenata l’idea di un ritorno alla Roma: “È nato un grande amore, voglio bene a Garcia. Mi ha dato fiducia e qualche volta ho fatto anche l’interprete, ero capitano dopo Totti e De Rossi. Sono cose che restano impresse, come l’Olimpico: quando sei in quello stadio con quei tifosi, hai voglia di spaccare il mondo. È una piazza che merita di vincere di più, io capisco la gente. Il vero romanista vuole vincere. Un ritorno? Magari, sarà sempre speciale per me”.

Alla fine invece è approdato all’Al Duhail, la squadra del Qatar che lo ha convinto a lasciare la Juventus e l’Europa. Benatia, che è nato in Francia ma ha scelto la nazionale marocchina dopo l’Under 17, ha sempre dichiarato la sua fede musulmana: “Penso che tutti dovrebbero rispettare la mia scelta, perché è stata quella più giusta per me e la mia famiglia. Voglio che i miei figli crescano in un ambiente islamico”. 

 

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