Il Pordenone si è perso: i perché della crisi neroverde

Il Pordenone si è perso: i perché della crisi neroverde

Il campionato della squadra di Tesser, al debutto in B, rimane al di sopra delle aspettative, ma i ramarri nel 2020 non hanno mai vinto: 4 sconfitte e 2 pareggi

di Redazione

Prima di addentrarci nella riflessione che stiamo per fare, è doveroso sottolineare un elemento: il Pordenone sta disputando un campionato al di sopra delle aspettative. Al debutto in Serie B, rimane in zona playoff e la salvezza è tutt’altro che impossibile.

Il presente dice però che nelle sei partite giocate nel 2020 la squadra di Tesser non ha mai vinto: quattro sconfitte e due pareggi, che hanno provocato una progressiva discesa in classifica. Emblematico, poi, il rendimento al Friuli, il fortino dove i neroverdi avevano costruito le loro fortune nel girone d’andata.

In casa quest’anno sono arrivati due ko (contro Pescara e Chievo) e un pari, in rimonta, con il Livorno, ultimo della classe. Cosa sta succedendo al Pordenone? Quali sono i problemi che ne stanno rallentando il ritmo?

Sembrano essere di varia natura. In primo luogo, a nostro giudizio, mentali: non vincere da sei gare, inevitabilmente, fa perdere sicurezze, demoralizza. Induce al pessimismo, che non è mai un buon compagno di viaggio. Vi è poi la questione fisica: si nota un calo nelle prestazioni agonistiche dei ramarri, inevitabile se si pensa a quanto hanno speso nella prima parte del campionato.

Successivamente si rende necessario un focus tecnico-tattico. Contro il Chievo il Pordenone ha palesato povertà di idee: ha sì creato occasioni per pareggiare, che sono però apparse estemporanee e non figlie di un’idea di gioco. Di una proposta di gioco chiara e puntuale.

Misuraca l’aveva detto prima della sfida di ieri: la miglior medicina rimane la vittoria. Sabato c’è la trasferta di Empoli, non proprio il miglior cliente in questo momento. Il Pordenone per riprendersi deve ritrovare sé stesso: una scintilla potrebbe riavviare il percorso virtuoso che l’ha portato a essere la sorpresa della Serie B.

Massimo Pighin

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