Messaggero Veneto: Pordenone, che punizioni!

Messaggero Veneto: Pordenone, che punizioni!

Gli ultimi gol al Friuli su calcio da fermo: il maestro del sardo si chiama Matteoli

di Redazione

L’analisi del Messaggero Veneto sul Pordenone.

Da palla inattiva, la scorsa stagione, la squadra di Tesser ha costruito una delle sue fortuna e di conseguenza il salto in serie B. La categoria è nuova, è più difficile rispetto alla C, ma non ha modificato il quadro. Il Pordenone si conferma anche tra i cadetti letale nei calci da fermo. Le ultime due reti segnate al Friuli sono nate da una punizione o da un corner calciato da Burrai e concluso con un colpo di testa di un difensore: con lo Spezia il protagonista era stato Barison, con il Benevento l’ex Camporese. Da considerare pure il terzo gol segnato al Frosinone, nato da un calcio d’angolo battuto da Burrai e concluso dalla deviazione vincente di Barison, bravo a mettere in porta la respinta di Bardi sull’inzuccata di De Agostini. Insomma, sotto l’Arco dei Rizzi, dove la squadra è imbattuta, i gol vengono prodotti soprattutto così (gli altri due, segnati da Pobega, sono arrivati su azione manovrata).L’ORIGINELe palle inattive sono un aspetto fondamentale nel calcio moderno. Walter Zenga, quando allenava il Catania, pretese un tecnico che si occupasse solamente di questo aspetto, il veneto Gianni Vio. Ai Mondiali di Russia 2018, il 45 per cento delle reti realizzate provenivano da un calcio da fermo. Il Pordenone segue questa scia, precisamente l’evoluzione dello sport in esame, sfruttando in particolare i centimetri dei propri difensori e la straordinaria capacità balistica di Burrai. Gli uomini del reparto arretrato neroverde sono strutturati: Barison e Camporese sono alti 186 centimetri, De Agostini 188. Sulle palle alte, la loro presenza, elevazione e scelta di tempo si fa sentire. Sono importanti anche gli smarcamenti e, in particolare, il calcio di Burrai. Alla prima stagione in neroverde, il 32enne regista sardo sottolineò che questa qualità fosse stata affinata da un lungo lavoro svolto assieme al suo conterraneo Gianfranco Matteoli, uno dei cervelli dell’Inter dei record di Trapattoni, al tempo responsabile del vivaio del Cagliari. L’ex centrocampista di Nuoro insegnò a Sasà come calciare e come fare male: lezioni utili dato che Burrai, dal 2016, ha smazzato ben 43 assist per i compagni (oltre a 20 reti). Un’enormità (…)

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