Pordenone in bilico tra sogno e speranza

Pordenone in bilico tra sogno e speranza

Il club predica la calma, i tifosi credono nei playoff: servono tempo ed equilibrio

di Redazione

A metà strada tra sogno e speranza, dove sogno e speranza si incrociano in alcuni punti, anche se è evidente che i due sentimenti conducono a direzioni opposte: entrambe bellissime, ma profondamente diverse. Il Pordenone si è svegliato al terzo posto della Serie B: poteva esserci un inizio di settimana migliore, per i tifosi neroverdi? Loro sognano, la società predica la calma, Tesser indica l’obiettivo: conquistare il prima possibile la salvezza. Sogno e speranza sono lì, però, a riempire i cuori di chi vuole bene ai ramarri.

La speranza è chiara, e coincide con quanto detto dal tecnico: ottenere senza patemi la permanenza in categoria. Sarebbe un risultato di straordinaria importanza, per il Pordenone e per il territorio, che pare non aver ancora compreso pienamente l’importanza – non solo sportiva – di avere una squadra nel secondo campionato nazionale. Ma questo è un altro discorso. I tifosi ci sperano, molti ci credono, altri sono già convinti che la salvezza arriverà senza problemi: come sempre, l’equilibrio deve essere la stella polare, anche quando si vive un momento magico.

Per questo, è giusto che, in questo momento, l’obiettivo rimanga quello indicato dal club: non potrebbe essere altrimenti, spostare l’asticella più in su potrebbe essere clamorosamente controproducente. Il progetto del presidente Mauro Lovisa parte da lontano, ha preso forma grazie all’impegno, alla passione e alla professionalità: la programmazione ne rappresenta uno dei segreti. La capacità di leggere il momento è un’altra peculiarità della dirigenza. Tesser, allenatore esperto e preparato, sa che tasti dovrà continuare a toccare e da lì non si discosterà.

Poi c’è il sogno, quel sogno: bello come un cielo d’estate stellato, dolce come le emozioni più pure, quelle che riempiono il cuore. Pordenone ai playoff? Sarebbe, appunto, un sogno. Si diceva dell’equilibrio, che non dovrebbe mancare, mai, in nessun ambito della vita, a maggior ragione nello sport – soprattutto nel calcio -, dove la componente emotiva spesso prevale. C’è un altro elemento che, alla fine, ha sempre ragione: il tempo. Il tempo decide, conferma o smentisce, dà o toglie: dipende da come lo si impiega.

Il Pordenone, dunque, si trova in un dolce, dolcissimo limbo: sospeso tra sogno e speranza, dall’alto del terzo posto. Città in fermento, tifosi colmi di gioia e – in taluni casi – di aspettative. Servirà tempo, sarà necessario equilibrio: sogno e speranza si sfiorano, alimentandosi vicendevolmente. Come nelle favole, come nella storia a tinte neroverdi che la squadra di Tesser sta dipingendo partita dopo partita.

 

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