Brexit: ecco i guai per Gino Pozzo col Watford

Uno scenario che avrebbe spaventando non poco Pozzo Jr se non ci sarà accorda tra Premier e Fa oltre che con il Governo di Johnson. Uno scenario che potrebbe anche portare i presidenti stranieri (moltissimi, oltre a Pozzo ci sono anche americani, russi e cinesi) a lanciarsi in altri mercati europei.

di Redazione

Mentre Gino Pozzo è preso per portare alla salvezza il Watford, intorno a Londra si aggira il fantasma della Brexit che inizia a far tremare già molti europei che fino allo scorso mese potevano entrare nel Regno di Sua Maestà senza viste mentre dal prossimo anno per lavorare servirà passaporto, visto d’ingresso, test di conoscenza della lingua e titoli di studio. Un giro di vite che riguarderà inevitabilmente ioli calcio con il proprietario dell’Udinese che deve cambiare rotta sulla sua politica.

I regolamenti sui trasferimenti post-Brexit  stanno costringendo infatti i club della Premier League ad accelerare le mosse per i migliori Under 18 d’Europa. Dal 1 ° gennaio del prossimo anno, quando i club saranno soggetti ai regolamenti FIFA, non più al diritto dell’UE, non potranno firmare giocatori stranieri di età inferiore ai 18 anni.

Di conseguenza, i club stanno pianificando di accelerare il loro interesse per alcuni dei migliori giovani giocatori del continente in questa estate per evitare poi il blocco. Il Watford potrebbe così prendere alcuni giovani e magari prestarli all’Udinese. Un nome? Luka Reischl della Red Bull Salzburg è tra i giocatori monitorati da numerosi club di alto livello, Hornets compresi, ma su di lui ci sono soprattutto Tottenham e Manchester City (inguaiato però dalla squalifica inflitta dalla Uefa). L’attaccante di 16 anni è considerato uno dei giovani più promettenti in Europa e sta attirando un vasto interesse. Il costo? Minimo adesso per le casse britanniche, costosissimo dopo.

Ma il problema si allargherà anche in altri settori con le squadre che saranno costrette a rivoluzionare i piani. Lo ha scritto molto bene il Sole 24 Ore.

Lo scenario giuridico
La principale preoccupazione dei club britannici concerne piuttosto la stretta alla libera circolazione degli alteti comunitari conseguente alla Brexit. La Premier, a livello politico, si sta battendo non a caso per scongiurare il “taglio” dei giocatori comunitari e ha avviato da tempo colloqui con il Governo evidenziando l’importanza del libero accesso al mercato europeo per i club inglesi e i danni economici che uno stop senza deroghe di contro procurerebbe al Regno Unito. Ad oggi, il numero dei calciatori comunitari in Inghilterra rappresenta circa il 40% del totale dei tesserati, mentre gli extracomunitari sono circa il 20 per cento. Secondo studi recenti condotti dalla stessa Premier, la Brexit potrebbe perciò coinvolgere circa 300 giocatori. Peraltro, si sta combattendo in questi mesi una dura battaglia tra il “protezionismo” della Federazione inglese e il “liberismo” della Premier League: la Football Association, infatti, sta facendo leva sulla Brexit per ridurre da 17 a 12 il numero massimo di calciatori stranieri tesserabili da ciascun club, in modo da favorire il reclutamento di giocatori formatisi nel Regno Unito, i cosiddetti homegrown players. 

Extracomunitari
Con una Brexit priva di accordi speciali per gli sportivi, i calciatori della Ue che finora venivano ingaggiati senza alcuna preclusione, in virtù della sentenza Bosman, dovranno soggiacere alle norme che disciplinano il trasferimento di lavoratori stranieri in Gran Bretagna e ottenere un permesso di lavoro. Un permesso che per quanto riguarda i calciatori può essere riconosciuto automaticamente solo a certe condizioni. Nello specifico, la Federcalcio inglese ammette senza problemi la possibilità di mettere sotto contratto atleti che abbiano disputato almeno il 30% di gare della propria nazionale nelle ultime due stagioni, a patto che si tratti di una squadra della top ten Fifa. Altrimenti la facoltà di tesseramento è subordinata all’obbligo di ingaggiare calciatori che abbiano partecipato al 45% dei match se la nazionale è collocata dall’undicesima alla ventesima posizione del ranking, al 60% dei match se è tra la ventunesima e la trentesima e al 75% per i team peggio classificati. 

Uno scenario che avrebbe spaventando non poco Pozzo Jr se non ci sarà accorda tra Premier e Fa oltre che con il Governo di Johnson. Uno scenario che potrebbe anche portare i presidenti stranieri (moltissimi, oltre a Pozzo ci sono anche americani, russi e cinesi) a lanciarsi in altri mercati europei.

 

 

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