Caos virus: la Serie A gioca, parte del Pese chiude. Mentre nel mondo si lancia l’allarme clima

Caos virus: la Serie A gioca, parte del Pese chiude. Mentre nel mondo si lancia l’allarme clima

Si prevede che il cambiamento climatico causerà 250.000 morti in più all’anno per malattie infettive, malattie non trasmissibili come lo stress da calore, malattie trasmesse dall’acqua come il colera e molte altre ancora. I leader mondiali e i governi devono affrontare il nostro clima caldo per salvaguardare la nostra salute. 

di Redazione

La Serie A continua ancora una volta a prendere decisioni per conto suo, quasi vivesse in un mondo fatato e ovattato al di fuori dei problemi della quotidianità. Sarà mica per questo che molti tifosi, spec ie quelli che hanno vissuto altre epoche del calcio, si stanno letteralmente scazzando? Così mentre il coronavirus continua a mietere contagiati e l’Italia viene praticamente isolata dal mondo, il belcalcio nostrano ha deciso (forse) cosa fare dopo la sceneggiata dell’ultimo weekend:  le gare rinviate si giocheranno il 7 e l’8 marzo mentre e a cascata tutto il torneo “scivolerà” di sette giorni, per poi recuperare il terreno perduto in un turno infrasettimanale previsto tra il 12 e il 14 maggio. Bravi ma basta scrive nella sua rubrica Luca Bottura su Repubblica.

Perché pare che le precauzioni prese nel Paese per isolare al massimo la possibilità di contrarre la Covid-19, parte non servano ai tifosi della Serie A. Per “decreto legale” dunque si gioca. a porte aperte altrimenti sai che figura nel mondo che sta isolando l’Italia per paura che il virus esca. qualcosa ovviamente non torna a livello locale: se è davvero solo un’influenza solo più contagiosa perché tutte queste precauzioni? In  Russia circola dai tempi di Chernobyl una battuta: “se vedete un tecnico nucleare correre allora correte di più”. quindi mentre i medici in prima linea si ammalano gravemente e anche muoiono, l’Italia pensa che gli stadi possano essere tempi di redenzione del male?

Creare panico sarebbe la cosa peggiore, ma questa vicenda puzza da qualunque parte la si guardi. Inutile girarci attorno, anche uno stolto capirebbe che certe misure sono o esageratamente drammatiche o rischiano di essere drammaticamente farsesche. Intanto la scelta più logica, ovvero continuare le attività che si possono portare avanti, ma con le precauzioni giuste sembra non  passare per la testa dei dirigenti del calcio che continuano a guardare ai loro investimenti. Giocare a porte chiuse fino a che l’allarme non cala (l’OMS ha inalzato recentemente il rischio globale) era troppo complicato evidentemente. E mentre la Moto GP annulla i primi i due gran premi del Mondiale (mai successo), mentre gli Europei rimangono in dubbio come l’Olimpiade (ovviamente prima di prendere decisioni sui questi eventi si aspetta l’evolversi della situazione) in  Italia si spera di trasmettere ottimismo con scelte che rischiano di diventare anche pericolose per il pubblico non conoscendo a fondo come si sta sviluppando questo virus.

Proprio su questo tema ancora pochi hanno mancato di mettere l’accento su una questione che, anzi, per certi speculatori potrebbe e anche essere allontanata in modo da non dover fare investimenti: il cambiamento climatico e il surriscaldamento del pianeta.

Ci pensa il South China Daily Mail a scrivere bene sulla questione:. Dall’inizio dell’epidemia di coronavirus oltre un mese fa, oltre 75.000 persone in tutto il mondo sono state infettate da Covid-19. Questa non è la prima volta che il mondo ha affrontato un focolaio globale nella storia recente – c’è stata la grave sindrome respiratoria acuta nel 2003, il virus Zika nel 2015-16 e la sindrome respiratoria del Medio Oriente che è stata diagnosticata per la prima volta nel 2012 – e  per questo motivo  è improbabile che il coronavirus sia l’ultimo.
Nel 2007, l’Organizzazione mondiale della sanità ha avvertito che le malattie infettive emergenti stanno diventando una minaccia crescente di fronte all’aumento dell’urbanizzazione, alla resistenza antimicrobica e ai cambiamenti climatici.
Mentre la relazione tra il nuovo coronavirus e i cambiamenti climatici è solo una  ipotesi, è certo che un clima di riscaldamento aggraverà l’emergenza di altre nuove malattie infettive in futuro.
L’aumento delle temperature globali ridurrà le stagioni invernali: nel 2019 Hong Kong ha vissuto solo tre giorni con  le temperature a 12 gradi o meno. Alcune malattie infettive come la dengue e la malaria prosperano meglio a temperature calde.
Gli inverni più miti e più brevi beneficiano anche potenziali agenti portatori di malattie, come zanzare e ratti, poiché possono rimanere attivi e riprodursi più a lungo e all’inizio della stagione. I climi più caldi consentono anche loro di spostarsi più a nord e verso quote più elevate, aggirando i confini e portando malattie in nuovi luoghi.

Finché le persone vivono vicine e il viaggio globale è facile, le epidemie di malattie sono inevitabili. L’emergere e il riemergere di malattie infettive è, tuttavia, solo uno dei tanti rischi per la salute che i cambiamenti climatici comporteranno.
Si prevede che il cambiamento climatico causerà 250.000 morti in più all’anno per malattie infettive, malattie non trasmissibili come lo stress da calore, malattie trasmesse dall’acqua come il colera e molte altre ancora. I leader mondiali e i governi devono affrontare il nostro clima caldo per salvaguardare la nostra salute.

 

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy