Italia, verso ulteriori restringimenti. Il Mondo trema. Il calcio nostrano conferma la sua follia

Italia, verso ulteriori restringimenti. Il Mondo trema. Il calcio nostrano conferma la sua follia

Il calcio come tante industrie patirà tempi duri e nessuno vuole farsene una ragione. E invece che pensare a come regolarsi con un annullamento completo dei tornei, ecco che la Serie a spera ancora di portare a termine una stagione “pro forma”

di Redazione

Troppe persone ancora in giro nonostante i divieti, nonostante le immagini che confermano la drammaticità del momento. In tutta Italia, dove più dove meno, ci sono ancora assembramenti ingiustificati e ingiustificabili. Anche nei cortili vicini alle proprie case si assiste tropo spesso a leggerezze che possono essere fatali: le mamme che si ritrovano con i loro bambini, per esempio: nulla di più sbagliato. Portare fuori un’ora i propri figli non è sbagliato, farli incontrare con altri e incontrarsi con altre persone sì. Non  importa che siano i vicini o i parenti: nessuno può risalire alla filiera di incontri avuti dagli altri nei giorni scorsi dove peraltro leggerezze anche istituzionali hanno permesso gite al mare o in montagna.

Per questo il Governo che sta raccogliendo i dati dalle (purtroppo troppo poche) forse dell’ordine locali, starebbe pensando a ulteriori restringimenti: parchi completamente chiusi in tutto il territorio nazionale, stop ad altre attività non essenziali e, soprattutto, orari rigidi in cui è possibile uscire salvo eccezion fatta per i casi strettamente necessari (documentabili). Se le persone non capiscono che dal loro atteggiamento ne deriva la salute di tutti (soprattutto pensando che stare con i conoscenti li renda immuni), ecco che allora ben vengano ulteriori stop.

Che nel mondo stanno per arrivare: dagli Usa (con il presidente Trump che si sta dimostrando di una pochezza assoluta come il suo “compare” Bolsonaro in Brasile), fino all’Europa tutta l’esperienza cinese prima e quella italiano ora stanno facendo ricredere anche i politici più scettici: l’unica forma di prevenzione è l’evitare i contati umani in attesa di medicinali che possano contenere la deriva drammatica del virus (per il vaccino serviranno invece mesi, anni forse).

In  tutto questo ecco che il calcio italico ancora una vota si mostra miope, cieco o forse solo avido: mente la nazione si ferma, i presidenti di serie A vorrebbero tracciare una via per la ripresa della stagione. Se ne discuterà a breve, ignari o forse ignoranti del fatto che fino a quando il livello di contagi sarà sotto controllo e in netta discesa non è possibile riprendere attività che consentano riunioni di più persone. “Ma tanto giocheremo a porte chiuse” ci ha detto un dirigente che per decenza non riportiamo. Spiegando che anche a porte chiuse si mette comunque a rischio la salute dei giocatori (e di conseguenza di molte altre persone), nessuno pensa che quando i locali pubblici riapriranno (con regole chiare), lo sport a porte chiuse farebbe riversare proprio nei locali (o anche solo nelle case) decine di persone. Punto e a capo. per questo parlare ora di date, che siano maggio o giugno, appare quasi surreale.

Il calcio come tante industrie patirà tempi duri e nessuno vuole farsene una ragione. E invece che pensare a come regolarsi con un annullamento completo dei tornei, ecco che la Serie a spera ancora di portare a termine una stagione “pro forma”, perché  anche imponendo scelte fuori luogo sarebbe tutto falsato. Senza c ontare che il sincronismo tra competizioni è orami saltato del tutto e questo si ripercuoterà inevitabilmente sulle scelte finali. La follia al potere.

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