“La sfida più difficile”. L’Italia si ferma del tutto. Solo servizi essenziali. Il calcio verso lo stop totale?

“La sfida più difficile”. L’Italia si ferma del tutto. Solo servizi essenziali. Il calcio verso lo stop totale?

Intanto sul fronte calcio inizia a paventassi anche lo scenario peggiore, ovvero l’annullamento del campionato. Il diffondersi della pandemia nel mondo non può permmettere di fare calcoli locali, perché se l’Italia dovesse uscire dall’allarme rosso a maggio (non è detto), il resto d’Europa potrebbe andare ben oltre. Insomma serve iniziare a pensare al dopo, consapevole che come detto i danni totali si conteranno solo alla fine.

di Redazione

L’Italia si ferma. Tranne i servizi essenziali tutte le attività produttive devono dire stop. Un sacrificio necessario, come annunciato dal premier Giuseppe Conte. “La sfida più difficile dal dopoguerra”, ha affermato il premier.

“Al di fuori delle attività ritenute essenziali consentiremo solo lo svolgimento di lavoro in modalità smart working e consentiremo solo le attività produttive ritenute comunque rilevanti per la produzione nazionale”, spiega. Quelle messe in atto sono “misure severe, ne sono consapevole, ma non abbiamo alternative. In questo momento dobbiamo resistere, perché solo così riusciamo a tutelare noi stessi”  continua  il premier. Sono misure “che richiederanno tempo per far vedere i loro effetti”, sottolinea. “E’ la crisi più difficile che il paese sta vivendo dal secondo dopoguerra. la morte di tanti concittadini è un dolore che ogni giorno si rinnova”.

“Rallentiamo il motore produttivo del paese ma non lo fermiamo. Non è una decisione facile, ma si rende necessaria oggi per poter contenere quanto più possibile la diffusione dell’epidemia” ha poi aggiunto il premier.

Le nuove misure restrittive annunciate sono valide fino al 3 aprile.  “Abbiamo deciso di chiudere in tutta Italia ogni attività produttiva che non sia cruciale, indispensabile, a garantirci beni e servizi essenziali” ha spiegato Conte. “Continueranno a venire assicurati i servizi bancari, postali, assicurativi e finanziari” ha anche detto.

“Mai come ora la nostra comunità deve stringersi forte come una catena a protezione del bene più importante, la vita. Se dovesse cedere un solo anello questa catena saremmo esposti a pericoli più grandi, per tutti. Quelle rinunce che oggi ci sembrano un passo indietro domani ci consentiranno di prendere la rincorsa”. ha concluso il presidente del Consiglio

“In merito alla notizia della positività al Covid 19 di un uomo della scorta del Presidente del Consiglio, si precisa che nelle ultime settimane non c’è stato alcun contatto diretto con lo stesso Presidente, non avendo mai viaggiato neppure sulla stessa auto. Anche i contatti con gli altri uomini della scorta non destano preoccupazione, in quanto sono sempre state rispettate le distanze sociali di sicurezza e tutte le precauzioni. Il Presidente Conte nei giorni scorsi, ha effettuato un tampone che ha dato esito negativo”. Lo rendono noto fonti di P. Chigi.

Intanto sul fronte calcio inizia a paventassi anche lo scenario peggiore, ovvero l’annullamento del campionato. Il diffondersi della pandemia nel mondo non può permettere di fare calcoli locali, perché se l’Italia dovesse uscire dall’allarme rosso a maggio (non è detto), il resto d’Europa potrebbe andare ben oltre. Insomma serve iniziare a pensare al dopo, consapevole che come detto i danni totali si conteranno solo alla fine. Anche perché con lo stop totale delle attività non necessarie è chiaro che gli allenamenti non  possano riprendere.

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