Troppa gente in giro: verso nuove restrizioni. E l’emergenza sarà prolungata. Calcio caos

Troppa gente in giro: verso nuove restrizioni. E l’emergenza sarà prolungata. Calcio caos

La situazione è drammatica, umanamente e socialmente prima che economicamente. I danni si conteranno alla fine. Per ora tutti  casa, senza sotterfugi o furbizie.

di Redazione

Quando qualche notizia usciva dalla Cina in piena emergenza virus, qualcuno in Occidente sorrideva (o criticava) le scelte di pecunia: si parlava adirrittra di pena di morte per i trasgressori delle norme di sicurezza imposte dal presidente Xi. Notizia mai confermata, ma certamente possibile visto che da quelle parti esiste già di per sé come deterrente per il crimine. Lungi da noi difenderla (nessuno tocchi Caino!), ma è chiaro che le misure definite in Italia come draconiane prese giustamente dal Governo. Non bastano. Troppa gente in giro, quello che sta accadendo a Bergamo, Brescia e in altre località appare lontano. Non bastano le testimonianze e gli appelli. Molti usano gli stratagemmi più strani per giustificare uscite che non solo non sono necessarie, ma non aiutano al contenimento dell’epidemia e metto no a repentaglio la vita di più persone.

Inutile: quasi la metà degli italiani sembra che trasgredisca, chi più chi meno. ecco che quindi il Governo è pronto a un’ulteriore stretta, probabilmente con un inserimento degli orari quando è consentito uscire per le necessità contingenti. Si va verso anche una riduzione degli orari dei supermercati per alleggerire il lavoro dei dipendenti, che come i medici son o attualmente i più esposti al contagio. Ciò non  significa che mancherà merce (per adesso), ma è chiaro che le persone è bene che si attrezzino e iniziano a fare la spesa settimanalmente e non quotidianamente. Oltre a questo appare chiaro che la data del 25 marzo sarà prorogata, che anche quella di aprile verrà estesa almeno fino  Pasqua. Poi dipenderà dall’andamento dell’epidemia, ma è ovvio pensare che le attività produttive non riapriranno assieme. Prima quelle più necessarie poi le altre, ultime quelle considerate ricreative e che provocano assembramenti. perché il virus non si sconfigge per decreto e per mesi dovremo impara a sa conviverci. Per molti settori sarà un dramma anche finanziario, ma è l’unico modo per evitare il peggio.

Tra questo settori i marziani del calcio che hanno stabilito che Euro 2020 non  si può giocare (ma va?), mentre si spera di salvare le stadio in dei club. Ma mentre prima c’era quasi una certezza inconscia che a maggio si sarebbe ripreso, ora anche tra i dirigenti inizia a trapelare la ovvia convinzione che questo termine è a dir poco ottimista. Serve capire che prima di riportare il calcio e lo sport alla normalità si dovrà avere non solo un blocco del contagio, ma anche una crescita quotidiana rallentata  poche unità. Per la Cina che ha usato mezzi più pesanti per evitare i contati ci sono voluti quasi tre mesi. per cui…

Inutile aggiungere altro. La situazione è drammatica, umanamente e socialmente prima che economicamente. I danni si conteranno alla fine. Per ora tutti  casa, senza sotterfugi o furbizie.

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