Udinese, un punto per ripartire

Udinese, un punto per ripartire

L’Udinese mostra ancora difficoltà evidenti sia infame realizzata sia in fase di costruzione del gioco. Ma un punto a Verona può starci anche se Musso è stato ancora decisivo. Ora però ci si attende una crescita. Tudor non può fare miracoli, ma serve trovare gli uomini giusti, senza guardare in faccia a nessuno

di Monica Valendino, @Moval1973

L’Udinese poteva anche vincere se solo avesse attaccanti capaci di segnare. L’Udinese poteva anche perdere se il Verona fosse stato più concreto nella ripresa, mentre Musso ancora una volta è il migliore in campo. L’Udinese ha pareggiato. La filosofia in stile Vujadin Boskov non fa una piega, l’analisi sintetizzata al massimo è questa.

Ma c’è altro. Tudor, che secondo i bookmakers rimane ancora a rischia, è parso impaurito a cercare una formazione più votata all’attacco. Primo non prenderle è sembrata l’idea di gioco, che ha funzionato ma soprattutto grazie al suo portiere. Il problema atavico dell’Udinese è che segna poco o nulla e anche nel derby triveneto ha mostrato fatica a costruire gioco, ancora più fatica a trovare la via della porta (non parliamo quindi solo della rete) e in difesa regala sempre qualcosa. Per cui ben venga il punto e come detto per i giudizi attendiamo almeno la decima giornata, sperando che dal cilindro del tecnico esca qualcosa.

News Udinese, Adnan va in Canada.

Che l’Udinese non sia cambiata per ora rispetto agli scorsi anni sta apparendo evidente, ma il tempo po per crescere c’è. La domanda è se ci sono motivazioni i e soluzioe in capaci di farla svoltare. Per ora ci sono epsisodi, a volte fortunati a colte meno, si sopravvive dunque e con quattro punti in cinque giornate non c’è da stare proprio allegri. In vista ci sono altre gare complicate come con Bologna, Fiorentina e Torino. Insomma c’è da correre.

Il problema che emerge pian piano è che non c’è ancora una struttura di gioco solida e ripetitiva al di là dell’avversario, qualità che dimostrerebbe che i giocatori si sono convinti del loro lavoro e non si adattano a chi hanno di fronte, m ma cercano nei limiti del possibile di imporsi in campo con le loro idee. Ma si sa, mancano fasce agguerrite e per un 3-5-2 (o quasi) sono indispensabili. Manca un regista vero che sappia inventare soluzioni improvvise ed efficaci, manca un goleador, manca sicurezza dietro. Difetti incurabili? Vedremo, serve pazienza come detto, il campionato è appena cominciato e la classifica è cortissima. Solo dopo quasi un terzo di torneo si capirà se c’è davvero una cura ch sta facendo effetto oppure se la squadra sarà destinata a soffrire gara dopo gara sperando sempre di trovarsi nel posto giusto al momento giusto, altrimenti sono cazzi, c’è poco da fare.

Per adesso si prenda il punto di Verona come una piccola consolazione dopo tre ko consecutivi. Il poker di sconfitte avrebbe davvero aperto la crisi, ma attenzione perché il Bologna a Udine non regalerà nulla e apparentemente è superiore. Serve quindi trovare qualche aggiustamento se non nel modulo (Tudor non ha colpe questa rosa impone questo modo di stare in campo), almeno negli uomini. Fofana non piace, in attacco servono due punte vere, una prima che faccia da spina alla difesa avversaria e una seconda che svari su tutto il fronte. Poi serve sostanza in mezzo e questa nasce anche dalle motivazioni. Che vanno al di là del compitino, sono qualcosa che si traduce con “fame”, per ora invece l’Udinese appare abulica.

Come detto il tempo c’è, la  classifica è cortissima e basta poco per prendere punti e quindi consapevolezza. Ma basta poco se non si comprendono gli errori anche per sprofondare perché questo campionato sta facendo vedere per ora che, Lecce a parte, tutte le contendenti alla salvezza sono ancora sullo stesso piano.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy