C'è ancora Gotti dunque: che confermerà praticamente la squadra che ha pareggiato col Napoli, perché oggi di meglio non c'è. Ter Avest e Larsen sulle fasce, De Maio, Neutynk e Ekong in difesa. Mandragora, DE Paul e Fofana in mezzo. Lasagna e Okaka davanti. Sarri anche se ha problemi vanta una formazione stellare. Che ha fame di vittoria per non perdere terreno sull'Inter.

Juve - Udinese, la partita. almeno per i Friulani che vantano il primo bianconero della storia del calcio italico. E il primo scudetto mai riconosciuto, per il quale MondoUdinese da anni si batte per farsi sentire nei luoghi del Potere. Juve - Udinese, storia di passioni e di sconfitte amare per l'Udinese, alcune indigeribili, ma anche di successi storici com e il famo 0-3 targato Zac e compagnia che ha di fatto cambiato la storia contemporanea del club.

Juventus v Udinese - Serie A

OGGI si arriva alla sfida senza che i bianconeri 1896 possano tener testa sulla carta agli avversari. Da un lustro oramai la squadra di Pozzo Jr (sr è da tempo ai margini per sua ammissione) non  regge e si salva appena. Quest'anno non sembra diverso il canovaccio e il calendario sta dicendo male. Archiviata la prima sconfitta in campionato contro la Lazio, la Juventus, che ha raccolto solo un punto nelle ultime due partite, vuole ritrovare subito il feeling con i tre punti nel match contro l'Udinese per riprendere l'inseguimento all'Inter. Non sarà così semplice per la Juventus difendere il titolo di campione d'Italia quest'anno. Lo stop dell'Olimpico deve fare riflettere, ma l'Udinese è squadra che regge 60 minuti e anche questo è uno dei problemi assieme alla questione Gotti, allenatore in  pectore che sta diventando una telenovela più che una bella storia da raccontare. Serve capire cosa il club vorrà fare e cosa lui vorrà fare ma per questo occorre attendere la sosta (e i risultati a partire da Torino).

All'Allianz Stadium, dove la Juventus aveva sempre vinto prima di impattare con il Sassuolo, arrivano i  friulani, che hanno ancora un margine abbastanza tranquillo sulla terzultima, 4 punti,ma  sanno che comunque dovranno lottare fino alla fine per la salvezza, specialmente se a gennaio perderanno il proprio gioiello Rodrigo De Paul, che radio mercato dà molto vicino all'Inter.

Poi c'è un passato da cancellare, quel gol di Bierhoff che poteva davvero cambiare ulteriormente la storia. Luciano Moggi, non uno qualunque, ci raccontò che sì, se l'arbitro avesse dato il gol com'era logico e come oggi accadrebbe, forse Zac avrebbe portato il titolo a Udine. Invece...Invece l'Udinese si piazzò terza a sei punti dalla Juve. Era il 1 novembre 1997. Succede al 5' della ripresa, sull' 1-1: pallonetto a piede alto di Bierhoff, parabola che ricade in porta con dolcezza, rincorsa forsennata di Ferrara che uncina il pallone e lo ricaccia via. Ma quel pallone era già entrato in porta: lo dimostrerà l' occhio della tv, più puntuale di quelli assai poco virtuosi di Cesari e Ivaldi. Un episodio, dirà Lippi. "E Bierhoff ha commesso fallo su Rampulla. La palla è entrata? Certo, quattro volte contro una". Non male come battuta, eppure il gol fantasma non lo è stato meno della Juve, abbastanza spettrale per almeno un' ora. In svantaggio dopo 14 minuti (Amoroso a Bierhoff, Bierhoff a Locatelli, gol), i campioni d' Italia si sono schiodati molto tardi, parevano un lavandino intasato, nell' imbuto del loro gioco non passava niente. Il pareggio è stato strappato più che segnato da Conte, lesto a riprendere di testa una respinta di Turci su Del Piero, finita a ballonzolare sulla traversa.
E il gesto di Oliver Bierhoff raccontato da Deschamps: "Un contrasto normale tra di noi, l' arbitro mi ammonisce, Bierhoff che è una persona onesta va a dirgli che non ci siamo neanche toccati, ormai il cartellino è inevitabile però questo non conta, importa il resto".

Storie di calcio passato, senza VAR e forse migliore nonostante tutto. Perché la tecnologia sta facendo dubitare ancora più di allora quando c'era un arbitro che decideva e si pensava alla buonafede o alla malafede, a seconda dei gusti. Oggi tra regole incomprensibili, tra differenze decisionali tutto è diverso. Come la sfida dello Stadium, con l'Udinese di oggi che è nulla rispetto a quella di Zac.

C'è ancora Gotti dunque: che confermerà praticamente la squadra che ha pareggiato col Napoli, perché oggi di meglio non c'è. Ter Avest e Larsen sulle fasce, De Maio, Neutynk e Ekong in difesa. Mandragora, DE Paul e Fofana in mezzo. Lasagna e Okaka davanti. Sarri anche se ha problemi vanta una formazione stellare. Che ha fame di vittoria per non perdere terreno sull'Inter.

Intanto ai Friulani che venga la stessa fame, di rivalsa se non di vendetta per quel gol che avrebbe cambiato la storia. Invece... Il gol stato  valido per tutti, fuorché per arbitro e guardalinee, viene segnato da Bierhoff al 5' della ripresa. Pallonetto del tedesco forse a gamba tesa, su Rampulla in grave ritardo. Bierhoff si ferma, già esulta mentre Ferrara in rincorsa ribatte il pallone. Oltre la linea, però: come si vede dalle immagini. Fatto grave: Cesari e il collaboratore Ivaldi sono lontani dall' azione. Lippi: "Non ho visto, comunque è solo un episodio tra i tanti e c' era una gamba tesa".
Ferrara: "Sono stato più rapido del guardalinee". Bierhoff: "Rete nettissima". La polemica ripropone il tema di meccanismi elettronici (fotocellule) applicati alle porte per evitare appunto incidenti simili. Oggi ci sono, ma ci sono anche una Juve e un'Udinese diverse.

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